Gesù Cristo e spot Ps

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Ecco gli spot della discordia ralizzati dalla regista Katia Simmi: sono due, da 30 e 15 secondi rispettivamente, che il Partito socialista diffonde tramite i circuiti televisivi locali a partire dal 29 marzo (opportunamente dopo Pasqua), per le ultime due settimane di campagna elettorale. Protagonista, Gesu’ Cristo. “E’ lui il primo socialista della storia. E’ lui il simbolo della speranza per gli uomini. Chiudi il cerchio. Ora vota socialista”, recita la voce fuori campo mentre scorrono immagini della figura di Gesu’, con citazioni dal ‘Vangelo secondo Matteo’ di Pier Paolo Pasolini, da ‘Jesus Christ Superstar” di Norman Jewison e da ‘Sette chilometri da Gerusalemme’ di Claudio Mapalaponti. In sottofondo l’Internazionale in versione elettronica (alla maniera di Jimi Hendrix) del gruppo militante degli Area.

Gesù negli spot del Partito Socialista. Il primo socialista della storia.

“Noi siamo piccoli ma ci noteranno”, parafrasando un vecchio refrain, sembra essere questo lo slogan che Enrico Boselli sta seguendo. Sì, ce l’ha sta mettendo tutta per non passare inosservato. Qualche settimana fa ha inaugurato la moda dell’abbandono dello studio tv (a Porta a porta). Contemporaneamente aveva lanciato una campagna aggressiva, cruda, quasi sempre controcorrente: “Sono pensionato e sono incazzato”, dicono i cartelloni pubblicitari col garofano.
Ora l’ultima trovata: l’arruolamento niente meno che di Gesù Cristo. Perché: “È lui il primo socialista”. Un messaggio che, piaccia o no, di sicuro fa discutere. e che si è già tirato addosso gli anatemi di varie parti politiche, in quella che Boselli ha definito una “censura preventiva, astiosa e violenta”. Noi colleghiamo i nostri principi a quelli dell’umanesimo cristiano. E già nel ‘46 i socialisti fecero dell’effigie di Gesù un simbolo della campagna elettorale”.
In effetti nei documenti storici del socialismo italiano l’immagine di Gesù è presente ancor prima che il movimento si costituisse come partito, nel 1892. Infatti in un sito web di vecchi canti socialisti è possibile leggere il testo poetico composto nel 1876 da Giacinto Stivanelli: “A Gesù Nazzareno primo martire del socialismo”.
E comunque, il movimento socialista, ha aggiunto Boselli, “nasce per difendere i più deboli e il Cristianesimo ha fatto la stessa cosa. Qualcuno dice che questo messaggio è in contraddizione con le nostre precedenti prese di posizione? Noi abbiamo criticato i vertici ecclesiastici quando non condividevamo alcune loro scelte, non abbiamo mai criticato una fede o una religione”.
Forse anche per questo spot del Partito socialista vale il detto del grande timoniere cinese Mao: “Non importa di quale colore è il gatto, l’importante è che acchiappi i topi”. Riuscirà Boselli, avendo “arruolato” Gesù, nel miracolo di “acchiappare” gli elettori e moltiplicare i suoi voti?

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