Sos, l’Italia e il 112 d’emergenza

Storicamente in Italia esistono due numeri per le emergenze: il 113 della Polizia di Stato, attivo fin dal 1968 e naturalmente considerato dagli italiani come “il numero di emergenza” e il 112 dei Carabinieri, attivo dal 1981. Da sempre il 113 e il 112 hanno smistato le telefonate anche agli altri operatori dei servizi di emergenza, ai Vigili del fuoco al 115, al soccorso sanitario al 118 o al Corpo forestale al 1515.

In Europa l’uso del numero unico per le emergenze 112 era già raccomandato nel 1972 dalla Conferenza Europea delle amministrazioni delle Poste e delle Telecomunicazioni (CEPT); l’Unione europea l’ha quindi adottato nel 1991. Ora è implementato dalla quasi totalità degli Stati membri.
Nel 2004 l’Unione Europea ha deciso che il numero unico 112 avrebbe dovuto essere esteso entro il 2008 a tutti i Paesi membri dell’UE. L’Italia però non si è adeguata alla norma: in molti altri paesi, infatti, a legge approvata (2004), si sono adeguati praticamente subito. Niente di tutto ciò, come afferma l’European Emergency Number Association (EENA), viene attualmente garantito nel nostro Paese.
11 febbraio, giornata del 112, numero unico europeo di emergenza
La sua attivazione è obbligatoria per tutti gli Stati membri dell’Unione europea (UE): l’Italia non ha ancora ottemperato a nessuno dei relativi obblighi comunitari e sconta, pertanto, due procedure di infrazione (Procedura d’infrazione n. 2006/114 e Procedura d’infrazione 2008/2258 ex art. 228 Trattato CE). A novembre 2009 la Commissione europea ha aperto una ulteriore procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato adeguamento alla direttiva europea. Nel dicembre successivo, dato che l’Italia non aveva ancora lanciato segnali, né positivi, né negativi, l’UE ha richiamato nuovamente il “Bel Paese”, lanciando minacce di sanzioni carissime.
Ad oggi in Italia, il numero unico europeo per le emergenze non risulta ancora attivato, se non in “fase sperimentale”. L’esperimento è partito dalla Provincia di Varese e sarà esteso in tutto il Paese entro il 31 dicembre 2011. La prossima sperimentazione partirà dal Piemonte, in particolare dalla Provincia di Torino.
TG1 21/06/10 – Il 112 a Varese
Paesi che hanno attivo il numero unico di emergenza 112:
• Francia • Germania • Regno Unito • Paesi Bassi • Belgio • Spagna
• Portogallo • Polonia • Finlandia • Svezia • Danimarca • Norvegia
• Ungheria • Slovenia • Irlanda • Italia (In fase di avvio) • Grecia (In fase di avvio)
La direttiva “Servizio Universale” 2002/22/CE e la connessa raccomandazione C(2003)2657, costituiscono la cornice normativa generale del Numero unico europeo (NUE), individuato nel “112″.
Il NUE 112 deve garantire all’utenza:
1) un numero unico di chiamata (112) per una risposta coordinata e integrata tra le varie forze, alle chiamate di emergenza/soccorso effettuate da qualunque cittadino italiano o straniero da telefono fisso o mobile;
2) la funzionalità di localizzazione e identificazione del chiamante sia da telefonia fissa che mobile;
3) la risposta in diverse lingue;
4) l’accesso ai diversamente abili.
TG5 22/06/10 – 112 numero unico di emergenza europeo
Le sanzioni conseguenti alla condanna già inflitta dalla Corte di Giustizia europea per la prima delle procedure soprarichiamate saranno applicate qualora non vengano dimostrate da parte dello Stato italiano adeguate azioni attuative che attestino l’ottemperanza a quanto prescritto dalla direttiva.

Le procedure di infrazione riguardano proprio la difficoltà del centralino dei Carabinieri di smistare le chiamate al servizio interessato; e l’incapacità del servizio di emergenza di rintracciare il luogo da cui la telefonata è partita. I nostri annosi e irrisolti problemi di apprendimento della lingua inglese, come dato minimo, e di altre lingue europee si riflette anche sul disservizio relativo al “112″, visto quanto affermano alcuni turisti che si sono sentiti rispondere, una volta chiamato il numero di emergenza, che era necessario parlare in italiano, laddove risulta che a Londra sono in grado di prestare assistenza in 170 lingue. Scoraggiante è anche la situazione sul fronte della corretta informazione relativa al “112″; risulta, infatti, che, secondo uno studio condotto a Bruxelles, appena 10 italiani su 100 sono a conoscenza di questa importante possibilità per qualsiasi tipo di necessità, quindi gli italiani sono tra i peggio informati in Europa; mentre siamo proprio ultimi, solo 3 italiani su 100, relativamente alla conoscenza del fatto che il “112″ si può chiamare dovunque ci si tovi in europa.





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