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	<title>Gastonemariotti.com &#187; dalai lama</title>
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		<title>Siamo tutti tibetani: free Tibet, free China</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:57:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 50° anniversario della fuga dal Tibet occupato del Dalai Lama e di circa 100.000 tibetani, avvenuto il 10 marzo 1959 in occasione della rivolta di Lhasa repressa nel sangue dalle guardie rosse comuniste di Mao. Sua Santità il Dalai Lama ha ribadito in ogni occasione di essere contrario all&#8217;indipendenza nazionale e quindi alla secessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2094" href="http://gastonemariotti.com/2009/03/10/siamo-tutti-tibetani-free-tibet-free-china/bandiera_tibet/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2094" title="bandiera_tibet" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/03/bandiera_tibet.png" alt="bandiera_tibet" width="450" height="329" /></a> 50° anniversario della fuga dal Tibet occupato del Dalai Lama e di circa 100.000 tibetani, avvenuto il 10 marzo 1959 in occasione della rivolta di Lhasa repressa nel sangue dalle guardie rosse comuniste di Mao. Sua Santità il Dalai Lama ha ribadito in ogni occasione di essere contrario all&#8217;indipendenza nazionale e quindi alla secessione del Tibet dalla Cina, e invece di essere a favore di una soluzione politica che garantisca un&#8217;autentica autonomia culturale, politica e religiosa ai cittadini tibetani, e che ciò debba valere per tutti i cittadini cinesi.<br />
Oggi è il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet. Dallo scorso marzo si sono diffuse pacifiche proteste in tutto il Tibet. La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto né visto un Tibet libero. Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili <span id="more-2093"></span>sofferenze e distruzioni alla Terra del popolo tibetano. Anche oggi i tibetani in Tibet vivono con una paura costante e le autorità cinesi sospettano costantemente di loro. Oggi la religione, la cultura, la lingua e l&#8217;identità, che le successive generazioni di tibetani hanno considerato più preziose che le loro vite, sono a rischio d&#8217;estinzione; in breve, il popolo tibetano, è stato considerato come un criminale meritando soltanto di essere messo a morte. Noi abbiamo bisogno di guardare al futuro e lavorare per i nostri benefici. Rivolgiamo il nostro sguardo verso una legittima e concreta autonomia che abiliterebbe i tibetani a vivere entro la struttura della Repubblica Popolare Cinese. <img class="aligncenter size-full wp-image-2107" title="tibet" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/03/tibet.jpg" alt="tibet" width="456" height="260" /> Soddisfacendo le aspirazioni del popolo tibetano consentirebbe alla Cina di ottenere stabilità e unità. Per quanto ci riguarda, noi non stiamo avanzando nessuna richiesta basata sulla storia. Guardando indietro alla storia, non c&#8217;è nessun paese oggi, Cina inclusa, il cui status territoriale è rimasto immutato, né che possa essere soggetto a modifica. Sono deluso per il fatto che le autorità cinesi non abbiano risposto in maniera appropriata ai nostri sinceri sforzi per migliorare l&#8217;autonomia regionale per tutti i tibetani, come stabilito nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. A margine dell&#8217;attuale processo del dialogo sino-tibetano che non ha portato a nessun risultato concreto, c&#8217;è stata una violenta repressione sulle proteste dei tibetani che hanno scosso l&#8217;intero Tibet da marzo dello scorso anno.<br />
<strong>Tibet For Ever</strong>
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<p>Sin dall&#8217;antichità il popolo cinese e quello tibetano sono stati vicini. Anche nel futuro noi dobbiamo vivere insieme. Quindi è molto importante per noi coesistere in amicizia gli uni con gli altri. Dall&#8217;occupazione del Tibet, i Comunisti Cinesi hanno fatto una propaganda distorta sul Tibet e sulla sua gente. Di conseguenza, ci sono nella popolazione cinese poche persone che hanno una vera comprensione sui fatti del Tibet. È infatti molto difficile per loro conoscere la verità. Ci sono anche leader cinesi di estrema sinistra che dallo scorso marzo hanno fatto una diffusa propaganda con il solo scopo di creare astio tra il popolo cinese e quello tibetano. Tristemente, come risultato, si è fatta spazio nelle menti di alcuni nostri fratelli e sorelle cinesi una impressione negativa dei tibetani. Quindi vorrei esprimere un forte desiderio affinché i nostri fratelli e sorelle cinesi non siano influenzati da questa propaganda, ma invece comprendano gli accadimenti del Tibet in modo imparziale, così che non ci siano divisioni tra di noi. I tibetani dovrebbero anche continuare a lavorare per l&#8217;amicizia con il popolo cinese. Guardando indietro ai 50 anni dell&#8217;esilio, noi abbiamo sperimentato molti alti e bassi.</p>
<p><strong>Filmato fotografico</strong> sulle violenze e massacri sul popolo del Tibet.</p>
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<p>Comunque sia, il fatto che la questione tibetana sia ancora aperta e che la comunità internazionale si stia interessando molto è senza dubbio un traguardo. Vista da questa prospettiva, io non ho alcun dubbio che prevarrà la giustizia per la giusta causa del Tibet, se noi continuiamo sul cammino della verità e della non violenza.  Dico sempre che dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio. Da qualsiasi punto lo guardiamo sia dalla prospettiva globale che dal contesto degli eventi in Cina, ci sono ragioni per noi che ci fanno sperare in una veloce risoluzione della questione tibetana. Ma dobbiamo anche essere preparati nel caso in cui la lotta per il Tibet si protragga per un tempo più lungo (Dalai Lama &#8211; 10 marzo 2009). <strong>Documentario</strong> andato in onda il 7 marzo 2009 <strong>sulla situazione in Tibet</strong>.
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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<p>  Vedere pure i precedenti post cercando la parola Tibet sul motore cerca nel sito in alto a destra.</p>
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		<title>Diritti Umani: missione di una delegazione del Partito Radicale, in Cambogia, Vietnam e India</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 09:06:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Il 30 dicembre 2008 è terminata la visita della delegazione del Partito Radicale Nonviolento guidata da Marco Pannella in Asia. Dopo la presenza in Cambogia il 20 dicembre e il tentativo di ingresso in Vietnam, bloccato illegalmente dalle autorità vietnamite è stata in India.
Penelope Faulkner, vicepresidente di &#8220;Que Me-Action for democracy in Vietnam&#8221;, parla della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1717" title="dalai_lama_with_marco_pannella" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/01/dalai_lama_with_marco_pannella.jpg" alt="dalai_lama_with_marco_pannella" width="515" height="343" /><br />
Il 30 dicembre 2008 è terminata la visita della delegazione del Partito Radicale Nonviolento guidata da Marco Pannella in Asia. Dopo la presenza in Cambogia il 20 dicembre e il tentativo di ingresso in Vietnam, bloccato illegalmente dalle autorità vietnamite è stata in India.<br />
Penelope Faulkner, vicepresidente di &#8220;Que Me-Action for democracy in Vietnam&#8221;, parla della vasta eco che, attraverso internet e le radio indipendenti, l&#8217;iniziativa di Marco Pannella ha avuto tra i dissidenti e gli oppositori al regime comunista vietnamita.<br />
Una vera a propria &#8220;bomba atomica&#8221; l&#8217;ha definita il venerabile Tich Quang Do, capo della Chiesa Buddista Unificata del Vietnam da 35 anni agli arresti domiciliari.<span id="more-1711"></span></p>
<p><strong>In My View: Vietnam&#8217;s Buddhist Monk Thich Quang Do</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<p>Da sabato 27 dicembre Marco Pannella e Matteo Mecacci sono stati a Dharamsala in India, sede del Governo tibetano in esilio e hanno incontrato <strong>Sua Santità il Dalai Lama</strong>. Nell&#8217;incontro si sono discusse forme di collaborazione ufficiali tra il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito e la leadership tibetana per la conquista di un Tibet libero all&#8217;interno di una Cina Libera &#8220;<strong>Free Tibet for a Free China</strong>&#8220;. Vi sono stati anche incontri con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimento degli studenti, degli attivisti e dei giovani tibetani. Scopo degli incontri è stata la definizione di una campagna internazionale per l&#8217;accertamento della verità e delle responsabilità sul fallimento dei negoziati tra le autorità tibetane e cinesi sullo status del Tibet nell&#8217;ambito del <strong>Satyagraha mondiale per la pace</strong>.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1716" title="pan" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/01/pan.jpg" alt="pan" width="500" height="366" /><br />
In Cambogia Pannella e Perduca avevano incontrato i 27 parlamentari del Partito di opposizione Sam Rainsy Party che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pr anche per il 2009. In Cambogia erano anche previsti incontri con la Comunità dei Khmer Krom, popolazione indigena del sud del Vietnam, in parte rifugiatasi in Cambogia, con i rifugiati <strong>Montagnard</strong> provenienti dagli altipiani centrali del Vietnam e con i rappresentanti di Ong e Agenzie internazionali che operano nel campo della difesa dei diritti umani.<br />
Da martedì 23 dicembre, la delegazione radicale sarebbe dovuta essere in Vietnam dove, a Saigon (Ho Chi Minh City), si sarebbe dovuta incontrare con il Patriarca della Chiesa Buddista unificata Thich Quang Do che, da oltre trent&#8217;anni, subisce intimidazioni e restrizioni della libertà personale, agli arresti domiciliari.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1718" title="dalai_lama" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/01/dalai_lama.jpg" alt="dalai_lama" width="500" height="321" /><br />
Di seguito la traduzione della lettera con la quale l&#8217;agenzia di viaggi vietnamita Vungtau Intourco Hanoi comunica il divieto di entrata in Vietnam per i parlamentari Radicali Marco Pannella e Marco Perduca entrambi bloccati all&#8217;aeroporto di Phnom Pen, in Cambogia. I radicali, comunque, avevano sempre tenuto al corrente l&#8217;ambasciata vietnamita facendo inviare puntualmente dall&#8217;agenzia di viaggi del Senato della Repubblica tutti gli itinerari e le prenotazioni alberghiere.<br />
<em>&#8220;Caro Signor PANNELLA GIACINTO MARCO e gruppo,<br />
Prima di tutto, noi della Vungtau Intourco Hanoi (l&#8217;agenzia di viaggio, ndr) vorremmo rivolgerLe i nostri più cordiali saluti e i migliori auguri a Lei e ai Suoi colleghi. Relativamente alla richiesta della Ambasciata del Vietnam a Roma (Italia) riguardante la domanda di visto, dato in seguito all&#8217;approvazione preventiva, prevista dalla legge, per i visti di ingresso in Vietnam per scopi di turismo (come da formulario C1) dal 18 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 per Lei e gli altri partecipanti con le informazioni personali dettagliate di: Perduca Marco, Mecacci Matteo, Pannella Giacinto Marco.<br />
In conformità alla legge del governo vietnamita, quando Vi viene rilasciato un visto di ingresso per viaggiare, Voi dovreste fornire il vostro programma di itinerario dettagliato. In ogni caso, finora non abbiamo potuto contattarvi e vice versa. Nel rispetto della legge, dobbiamo annunciare alle autorità competenti del Vietnam di rifiutare i vostri visti d&#8217;ingresso. Perciò, vorremmo informarLa affinché prendiate atto di quanto summenzionato, nonché del fatto che non sarete più autorizzati a entrare/uscire dal Vietnam.<br />
La ringrazio molto per la Sua comprensione e gentile cooperazione. I più cordiali saluti,<br />
Signor Pham Xuan Nhat &#8211; Direttore&#8221;</em><br />
<strong></strong><strong>Free Tibet ! You´re always on my mind!</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/s075WlUfC7g" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s075WlUfC7g"></param></object></div>
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		<title>Buon compleanno, Dalai Lama!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 08:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Domenica 6 luglio la guida spirituale e politica del Tibet compie settantatre anni, quarantanove dei quali trascorsi lontano dalla sua terra, nell’esilio indiano di Dharamsala.  
Premio Nobel per la pace nel 1989, leader nonviolento, continuatore e fermo assertore della metodologia di lotta gandhiana, Tenzin Gyatso, il cui nome originario è Lhamo Dhondrub, nel corso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/dalai-lama.jpg" alt="dalai-lama.jpg" height="295" width="344" /><br />
Domenica 6 luglio la guida spirituale e politica del Tibet compie settantatre anni, quarantanove dei quali trascorsi lontano dalla sua terra, nell’esilio indiano di Dharamsala.  <span id="more-964"></span><br />
Premio Nobel per la pace nel 1989, leader nonviolento, continuatore e fermo assertore della metodologia di lotta gandhiana, Tenzin Gyatso, il cui nome originario è Lhamo Dhondrub, nel corso del tempo, con il suo sorriso contagioso e la sua saggezza, si è imposto all’opinione pubblica internazionale calamitando l’attenzione sulla drammaticità della condizione della sua gente, sottoposta ad un genocidio culturale e etnico sistematicamente perpetrato dalla Repubblica popolare cinese, vessata, stremata, paurosamente diminuita da un programma di colonizzazione forzata che ha reso di fatto i tibetani ad essere ridotti in Tibet ad appena sei milioni rispetto a quasi nove milioni di cinesi.<br />
Il Tibet sta sparendo. Una cultura e una tradizione millenarie sono destinate ad essere inesorabilmente spazzate via se non si interverrà subito, con urgenza.<br />
Non si aiuta di certo la causa di un popolo che ha adottato la nonviolenza come una unica forma di azione con gli atteggiamenti remissivi, la doppiezza, l’ipocrisia di governanti e politici occidentali, sensibili più al fruscìo di cartacee monete che alle urla di dolore e disperazione provenienti dall’altopiano himalayano.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/dalai_lama_pope.jpg" alt="dalai_lama_pope.jpg" /><br />
Non si aiutano i tibetani e la giusta rivendicazione autonomistica assicurando, in pompa magna, la presenza a quella fiera della vanità che è ormai divenuta la cerimonia d’apertura delle imminenti olimpiadi di Pechino.<br />
Il Dalai Lama e la sua “cricca” di uomini e donne armati d’amore chiedono, con perseveranza e insistenza, dialogo, diritto, rispetto.<br />
Per questo la satrapia cinese, con odio, in modo sprezzante, ne deturpa l’immagine, mostrando, in fin dei conti, di averne terrore. La nonviolenza fa paura, certo, perché non cancella la memoria ma edifica, costruisce, il presente e prefigura il futuro. Non si prefigge di distruggere il nemico, cercando, anzi, di farne emergere il lato migliore, anche se sepolto da spesse, velenose, incrostazioni.<br />
Domenica avremo tutti un’occasione in più per riflettere e festeggiare insieme, coralmente, accomunati dallo slogan “Libero Tibet, libera Cina”.<br />
I radicali, a partire dalle ore 16, daranno vita a Spoleto ad una manifestazione gioiosamente a sostegno di una figura e di un popolo che necessitano del nostro apporto, della nostra voce, della nostra appassionata “forza di verità” (da notizie radicali).<br />
<strong> Long Live Dalai lama</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/OL6hOg6Hy10" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OL6hOg6Hy10"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=OL6hOg6Hy10">Download!</a></div>
</div>
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		<title>Una bandiera del Tibet alla finestra</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 06:23:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cliccate quì  e aspettate con calma che appaiano le immagini del Tibet
Caro Direttore, (da QN on line del 18 aprile 2008)
le scriviamo consapevoli di trovare in Lei un sincero sostenitore della causa tibetana; lo
testimoniano i suoi numerosi interventi, il banner “Free Tibet” presente nell’home page del suo giornale, il fatto di aver pubblicato, dandole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cliccate quì  e aspettate con calma che appaiano <a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/tibet_3__music_tn.pps">le immagini del Tibet</a></strong><br />
Caro Direttore, (da QN on line del 18 aprile 2008)<br />
le scriviamo consapevoli di trovare in Lei un sincero sostenitore della causa tibetana; lo<br />
testimoniano i suoi numerosi interventi, il banner “Free Tibet” presente nell’home page del suo giornale, il fatto di aver pubblicato, dandole la dovuta evidenza, la foto che forse testimonia meglio di cento discorsi lo stato delle cose: quella del drappello di militari cinesi con in dotazione, sottobraccio, un singolare travestimento, le tuniche arancioni dei monaci buddisti.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/tibet-interna.jpg" alt="tibet-interna.jpg" height="294" width="438" /><br />
Converrà con noi che l’imperativo di questi quattro mesi che ci separano dalle Olimpiadi di Pechino sia quello di utilizzare il palcoscenico mondiale rappresentato da quell’evento per illuminare l’altra faccia della luna. Di illuminare, quindi, un Tibet dove oggi, i tibetani <span id="more-836"></span><br />
sono già minoranza (6 milioni rispetto a 8 milioni di cinesi han) e lo saranno sempre di<br />
più in futuro: il regime di Pechino intende trasferire a Lhasa e dintorni altri 12 milioni<br />
di cinesi entro il 2020. Ma di illuminare anche la repressione cinese nel Turkestan<br />
orientale, contro la minoranza uigura mussulmana (non a caso, sono spuntati fuori dal nulla pericolosi terroristi islamici …); anche la persecuzione sistematica dei Falun Gong; anche quella della “Chiesa del silenzio”, dei cristiani che, proprio come avveniva nei Paesi<br />
dell’Est sotto il comunismo, sono costretti a professare la loro fede nelle catacombe o ad<br />
accettare come pastori persone nominate dal regime di Pechino, la sedicente “Chiesa<br />
patriottica”.<br />
Il Dalai Lama, nel suo “Appello al popolo cinese” diffuso il 28 marzo scorso, ribadisce di<br />
non essere contrario ai Giochi Olimpici di Pechino, giusto riconoscimento della civiltà<br />
millenaria della Cina e del suo attuale impressionante progresso economico. Pechino ha<br />
mancato solamente la “quinta modernizzazione”, quella evocata dal più famoso dissidente<br />
cinese, Wej Jinghseheng: la democrazia. Occorre cercare di instaurare con il regime<br />
comunista un confronto vero, utilizzando tutte le armi nonviolente a disposizione; la<br />
settimana scorsa, su impulso degli eurodeputati radicali Pannella e Cappato, il Parlamento<br />
Europeo ha approvato a stragrande maggioranza una Risoluzione che non parla di boicottaggio delle Olimpiadi ma chiede ai 27 governi dell’Unione Europea sia di esprimere, finalmente, una posizione unica nei confronti di Pechino sia di non partecipare alla cerimonia ufficiale di apertura dei Giochi Olimpici se non vi sarà un credibile avvio di dialogo fra tibetani e cinesi.<br />
Di fronte a tutto questo, il Dalai Lama ha, ancora una volta, pronunciato e scritto parole<br />
di ragionevolezza, di pace e di amore; nel suo Appello ricapitola i rapporti con il regime<br />
comunista, ricordando come già nel lontano 1974 egli scelse la “Via di Mezzo”: non avrebbe cercato di separare il Tibet dalla Cina ma avrebbe facilitato un suo pacifico sviluppo. Da allora, la proposta del governo tibetano in esilio si è ulteriormente affinata e precisata, riassumendosi nella richiesta di una piena autonomia all’interno dei confini della<br />
Repubblica Popolare di Cina, un’autonomia tale da preservare le tradizioni e la cultura<br />
millenaria del buddismo tibetano prendendo a modello quello che abbiamo fatto anche noi<br />
italiani con l’Alto Adige e con la Valle d’Aosta. Dal 2002 ad oggi vi sono stati sei<br />
colloqui fra i rappresentanti del Dalai Lama e il regime di Pechino, ma non è stato fatto<br />
alcun passo avanti. Anzi, il Dalai Lama è stato descritto come un vero e proprio “mostro” e<br />
accusato di essere un pericoloso terrorista secessionista che avrebbe fomentato le recenti<br />
violenze. Per dare forza alla richiesta di autonomia per il Tibet, nel 2002 è nata all’interno del Consiglio Regionale del Piemonte (su iniziativa radicale) l’Associazione dei Comuni,<br />
Province e Regioni per il Tibet. Oggi ne fanno parte oltre 150 enti locali, che hanno<br />
deciso di esporre la bandiera del Tibet all’interno delle loro sedi istituzionali fino a<br />
quando non si arriverà a uno status di piena autonomia. Informazioni dettagliate<br />
sull’Associazione si possono trarre dal link “Associazione per il Tibet” sul sito<br />
<a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/">www.consiglioregionale.piemonte.it</a>.<br />
Ognuno dei suoi lettori può fare due cose, semplici e concrete: contattare il proprio<br />
consigliere comunale, provinciale, regionale di riferimento, il proprio sindaco, e<br />
chiedergli di far aderire il Comune, la Provincia, la Regione all’Associazione per il<br />
Tibet. E poi, proprio come ha fatto Lei sul sito web del suo giornale, ciascuno può esporre<br />
la bandiera tibetana alla finestra, al balcone di casa, un piccolo gesto che in Tibet può<br />
costare anni di carcere. Una bandiera, tante bandiere sono un segno tangibile di attenzione<br />
e di impegno: si possono richiedere andando sui siti www.radicalimilano.it e<br />
<a href="http://www.associazioneaglietta.it/">www.associazioneaglietta.it</a> (dove è anche possibile scaricare l’Appello del Dalai Lama<br />
citato in precedenza).<br />
Occorre andare avanti sulla strada indicataci dal Dalai Lama; siamo sicuri che anche grazie<br />
a Lei e ai suoi lettori saremo in tanti a percorrere quel difficile sentiero.<br />
Bruno Mellano (deputato radicale uscente, coordinatore intergruppo parlamentare Tibet)<br />
Valerio Federico (segretario Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano)</p>
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		<title>Il discorso del Dalai Lama nel 49° anniversario dell’insurrezione nazionale tibetana</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 06:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dalai lama]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo il discorso che il Dalai Lama ha pronunciato in occasione del 49° anniversario dell’insurrezione nazionale tibetana che, non a caso, è stato ignorato da tutti gli organi di informazione.

In occasione del 49° anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano, avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959, offro le mie preghiere e rendo omaggio agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo il discorso che il Dalai Lama ha pronunciato in occasione del 49° anniversario dell’insurrezione nazionale tibetana che, non a caso, è stato ignorato da tutti gli organi di informazione.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/dl-tibet.JPG" alt="dl-tibet.JPG" height="390" width="521" /><br />
In occasione del 49° anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano, avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959, offro le mie preghiere e rendo omaggio agli uomini e alle donne del Tibet che con coraggio hanno sopportato inenarrabili privazioni e sacrificato le loro vite per la causa del popolo tibetano. Esprimo la mia solidarietà a coloro che oggi subiscono la repressione e i maltrattamenti. Saluto i tibetani dentro e fuori il Tibet, i sostenitori della nostra causa e tutti coloro che amano la giustizia.   Segui gli avvenimenti su<br />
http://www.italiatibet.org/ <span id="more-683"></span></p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/dalailama.JPG" alt="dalailama.JPG" /><br />
Per quasi sei decenni i tibetani dell’intera area del Tibet, conosciuta come Cholkha-Sum (l’insieme delle tre Regioni dell’U-Tsang, del Kham e dell’Amdo), sono stati costretti a vivere, a causa della repressione cinese, in uno stato di costante paura, intimidazione e sospetto. Tuttavia, oltre a conservare la fede religiosa, il senso del nazionalismo e la loro peculiare cultura, i tibetani sono riusciti a mantenere viva la propria aspirazione alla libertà. Nutro grande ammirazione per queste speciali doti del mio popolo e per il suo indomabile coraggio. Ne sono estremamente soddisfatto e fiero.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/potala.jpg" alt="potala.jpg" /><br />
In tutto il mondo, numerosi governi, organizzazioni non governative e individui, interessati alla pace e alla giustizia, hanno significativamente sostenuto la causa del Tibet. In particolare, nel corso dell’ultimo anno, i governi e gli abitanti di molti paesi ci hanno manifestato il loro appoggio con gesti significativi. Desidero esprimere la mia gratitudine a tutti loro. Il problema del Tibet è molto complesso e, per la sua natura, abbraccia molti temi: la politica, la natura della società, la legge, i diritti umani, la religione, la cultura, l’identità di un popolo, l’economia e le condizioni dell’ambiente naturale. Di conseguenza, per risolvere il problema tibetano è necessario adottare un metodo di approccio onnicomprensivo, che sia di beneficio a tutte le parti in causa piuttosto che a una sola. Per questo motivo, ci siamo attenuti con fermezza ad una politica, quella della Via di Mezzo, in grado di garantire vantaggi reciproci e per molti anni ci siamo impegnati con sincerità e costanza per conseguire questi risultati. A partire dal 2002, i miei inviati hanno intrattenuto sei tornate di colloqui con le competenti autorità della Repubblica Popolare Cinese e hanno discusso argomenti di rilevante importanza.<br />
Questi colloqui a largo spettro hanno dissipato alcuni dei loro dubbi e ci hanno dato l’opportunità di chiarire le nostre aspirazioni, ma non hanno prodotto alcun risultato concreto circa la questione fondamentale. Inoltre, nel corso di questi ultimi anni, il Tibet ha assistito ad un aumento della repressione e della brutalità. Malgrado questi incresciosi sviluppi, rimane immutata la mia posizione e la mia determinazione a portare avanti la politica dell’approccio della Via di Mezzo e a continuare il dialogo con il governo cinese.<br />
Uno dei maggiori problemi della Repubblica Popolare Cinese è la mancanza di legittimazione del suo governo in Tibet. Il governo cinese potrebbe rafforzare la sua posizione attuando una politica in grado di soddisfare il popolo tibetano e di guadagnarne la fiducia. Se saremo in grado di giungere ad un accordo basato sul reciproco consenso, allora, come ho già molte volte affermato, mi adopererò in ogni modo per ottenere il sostegno del popolo tibetano.<br />
Oggi in Tibet, in seguito ai numerosi e poco lungimiranti interventi del governo cinese, l’ambiente naturale è seriamente danneggiato. La politica cinese di trasferimento della popolazione ha fatto sì che il numero dei non tibetani sia sensibilmente aumentato mentre i tibetani autoctoni sono ridotti ad una minoranza all’interno della loro stessa nazione. Inoltre, la lingua, le usanze e le tradizioni del Tibet, espressione della vera natura e identità del popolo, stanno gradualmente scomparendo e i tibetani sono sempre più assimilati alla preponderante popolazione cinese. In Tibet, la repressione è in continuo aumento, con numerose, inimmaginabili e gravi violazioni dei diritti umani, il rifiuto della libertà di culto e la politicizzazione delle questioni religiose. Questa situazione è causata dalla mancanza di rispetto del governo cinese nei confronti del popolo tibetano, è la conseguenza degli impedimenti<br />
che il governo di Pechino, deliberatamente, pone alla base della sua politica di unificazione delle etnie, che di fatto crea discriminazioni tra tibetani e cinesi. Chiedo pertanto alla Cina di porre fine immediatamente a tale politica.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/dalai-lama.gif" alt="dalai-lama.gif" /><br />
Sebbene le aree abitate dai tibetani siano designate con nomi diversi, quali regione autonoma, prefettura autonoma o contea autonoma, l’autonomia è di fatto solo nominale e non reale. Queste aree sono in realtà governate da persone che non conoscono la situazione locale e sono sotto l’egida di quello che Mao Zedong chiamava “Sciovinismo Han”. Di conseguenza, la cosiddetta autonomia non ha arrecato alcun beneficio tangibile alle etnie interessate. Questa politica fraudolenta, incurante della realtà, sta enormemente danneggiando non solo i due gruppi etnici, ma la stessa unità e stabilità della Cina. È importante che il governo cinese, come affermò Deng Xiaoping, “cerchi la verità dai fatti”, nel vero senso del termine. Quando, davanti alla comunità internazionale, sollevo il problema del benessere del popolo tibetano, il governo cinese mi critica duramente. Ma fino a che non troveremo una soluzione di reciproco beneficio, ho la responsabilità storica e morale di continuare a parlare liberamente a nome del mio popolo. Tuttavia, è noto a tutti che, da quando la leadership politica della diaspora tibetana è eletta direttamente dal popolo, sono in uno stato di semipensionamento. In virtù del suo grande progresso economico, la Cina sta diventando una nazione potente. Non possiamo che rallegrarcene, ma il potere acquisito offre altresì alla Cina l’opportunità di svolgere un importante ruolo sul palcoscenico globale. Il mondo sta ansiosamente aspettando di vedere in che modo l’attuale leadership cinese metterà in pratica i concetti pubblicamente espressi di “società armoniosa” e “crescita pacifica” alla cui realizzazione il solo progresso economico non è sufficiente: sono necessari sostanziali miglioramenti nei settori del rispetto dello stato di diritto, della trasparenza, del diritto all’informazione e della libertà di parola. E poiché all’interno della Cina coesistono molte etnie, al fine di salvaguardare la stabilità del paese è necessario che ad ognuna sia garantita l’uguaglianza e la libertà di proteggere lerispettive e peculiari identità.<br />
Il 6 marzo 2008 il Presidente Hu Jintao ha dichiarato: “Stabilità e sicurezza in Tibet significano stabilità e sicurezza nel paese”. Ha aggiunto che la dirigenza cinese deve garantire il benessere dei tibetani, migliorare il proprio lavoro in relazione ai gruppi etnici e religiosi e mantenere stabilità e armonia sociale. Le parole del Presidente Hu tengono conto della situazione reale e non vediamo l’ora che ricevano applicazione. Quest’anno i cinesi aspettano con orgoglio e trepidazione l’apertura dei Giochi Olimpici. Fin dall’inizio, ho sostenuto l’idea che alla Cina fosse data l’opportunità di ospitare i Giochi. E poiché eventi di questo tipo, e in modo particolare le Olimpiadi, favoriscono il rispetto dei principi della libertà di parola, di espressione, di eguaglianza e amicizia, la Cina dovrebbe dimostrare di essere un buon paese ospitante facendosi garante di queste libertà. Perciò, oltre a mandare a Pechino i propri atleti, la comunità internazionale dovrebbe sensibilizzare il governo cinese su questi temi. So che, in tutto il mondo, molti parlamenti, individui e organizzazioni non governative si stanno in vario modo attivando perché la Cina colga l’opportunità delle Olimpiadi per attuare cambiamenti positivi. Apprezzo la loro sincerità. E, in totale sintonia, vorrei aggiungere che sarà molto importante stare a vedere cosa accadrà nel periodo successivo alla conclusione dei Giochi. Senza dubbio, i Giochi Olimpici avranno un grande impatto sul modo di pensare del popolo cinese. La comunità internazionale dovrebbe quindi investire la propria energia collettiva nella<br />
ricerca delle modalità attraverso le quali garantire, nel modo migliore, cambiamenti positivi e continui all’interno della Cina, anche quando le Olimpiadi saranno concluse.<br />
Desidero cogliere questa occasione per esprimere il mio orgoglio e il mio apprezzamento per la sincerità, il coraggio e la determinazione dei tibetani all’interno del Tibet. Chiedo loro di continuare ad operare in modo pacifico e nell’osservanza della legge così da assicurare a tutte le minoranze della Repubblica Popolare Cinese, compresa quella tibetana, il godimento dei loro legittimi diritti e benefici.<br />
Vorrei inoltre cogliere questa opportunità per ringraziare, in particolare, il governo e il popolo indiano per il loro continuo e incomparabile sostegno ai rifugiati tibetani a alla causa del Tibet e per esprimere la mia gratitudine a tutti quei governi e persone che hanno costantemente a cuore la nostra causa. Con le mie preghiere per il bene di tutti gli esseri senzienti.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/dalai_lama-gril.jpg" alt="dalai_lama-gril.jpg" /><br />
Clicca il video del 2007</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/dqV2tKUUkVI" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dqV2tKUUkVI"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=dqV2tKUUkVI">Download!</a></div>
</div>
<p>Vedere pure il precedente post  SIT-IN per il TIBET &#8211; 10 marzo: tutti a Roma! del 7 Marzo, 2008, cos&#8217; come il post  DALAI LAMA… del 1 Dicembre, 2007</p>
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		<title>DALAI LAMA…</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 21:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[dalai lama]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi tocca i fili, Clementina, muore
La Fortuna è cieca, ma la “Libertà” 
sa molto bene da che parte va. 
Se fosse amerikano e non cinese 
l’ambasciator che, affabile e cortese,
non vuol che si riceva il Dalai Lama,
capo spirituale di gran fama,
sai che proteste contro l’ingerenza,
sai che rivendicazion d’indipendenza?
Invece, zitto, fa finta di niente
e obbedisce anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><strong><font size="3" color="#374a84" face="Georgia"><span style="font-weight: bold; font-size: 12pt; color: #374a84; font-family: Georgia"><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/birma1.gif" alt="birma1.gif" />Chi tocca i fili, Clementina, muore</span></font></strong><strong><strong><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial"></span></font></strong></strong></p>
<p><em><em><font size="3" color="#222222" face="Arial"><span style="font-size: 12pt; color: #222222; font-family: Arial">La Fortuna è cieca, ma la “Libertà” </span></font></em></em><em><font color="#222222" face="Arial"><span style="color: #222222; font-style: italic; font-family: Arial"><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">sa molto bene da che parte va. </span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">Se fosse amerikano e non cinese </span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">l’ambasciator che, affabile e cortese,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">non vuol che si riceva il Dalai Lama,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">capo spirituale di gran fama,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">sai che proteste contro l’ingerenza,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">sai che rivendicazion d’indipendenza?</span></font></em></em></span></font></em></p>
<p><em><font color="#222222" face="Arial"><em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">Invece, zitto, fa finta di niente</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">e obbedisce anche il… disobbediente.</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">Da stamane, signori, cerco invano</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">intorno al tribunale di Milano</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">un sussulto, uno straccio di corteo</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">di solidarietà con la Forleo.</span></font></em></em></font></em></p>
<p><em><font color="#222222" face="Arial"><em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">Invece, anche da quelle parti,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">con silenziose e giudiziarie arti,</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">impera la Legge del Signore.</span></font></em></em><br />
<em><em><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">Chi tocca i fili, Clementina, muore. </span></font></em></em></font></em><font color="#222222"><span style="color: #222222"></span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><strong><strong><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman"><span style="font-size: 11.5pt; color: black"></span></font></strong></strong></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; margin-left: 18pt; line-height: 13.5pt; margin-right: 0cm; text-align: justify"><strong><strong><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">AIUTO, ARRIVA IL DALAI LAMA…</span></font></strong></strong></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; margin-left: 18pt; line-height: 13.5pt; margin-right: 0cm; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Ai primi di dicembre il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> – al secolo Tenzin Gyatso – atterrerà in Italia, una delle tante tappe toccate dal leader buddista nel corso dei suoi viaggi senza fine. Tra il 7 e il 9 dicembre, Tenzin Gyatso sarà a Milan, e al PalaSharp terrà alcune lezioni seguite da una conferenza pubblica prevista per domenica 9, ore 15 (l&#8217;iniziativa è patrocinata dalla Provincia di Milano); il 16 dicembre, invece, sarà a Torino: seguiranno poi Udine e Roma. Ma anche sull&#8217;Italia si è abbattuta l&#8217;ira della Cina: l&#8217;ambasciatore ha fatto sapere di non gradire assolutamente la visita del leader tibetano, pronto il boicottaggio delle imprese italiane in Cina, e il trasferimento dell&#8217;Expo 2015 da Milano a Smirne. </span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; margin-left: 18pt; line-height: 13.5pt; margin-right: 0cm; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial"></span></font><strong><strong><font size="3" face="Times New Roman"><span style="font-size: 11.5pt"><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/dalai.jpg" alt="dalai.jpg" /></span></font></strong></strong></p>
<p style="line-height: 13.5pt"><strong><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial"></span></font></strong></p>
<p style="margin: 2.25pt; line-height: 13.5pt"><strong><font size="2" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; color: black; font-family: Arial">Il Dalai Lama</span></font></strong></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">All&#8217;improvviso le agende si riempiono d&#8217;impegni per non doverlo incontrare, in una corsa allo scaricabarile, senza esprimersi direttamente. </span></font><span id="more-139"></span><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Anche il Vaticano ha smentito un annuncio secondo il quale Benedetto XVI avrebbe incontrato il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> a dicembre .Secondo Padre Federico Lombardi, portavoce della Senta Sede, “non c’è in agenda alcun incontro” tra il Santo Padre e il leader tibetano</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Il discorso della Cina è chiaro: il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> è un nemico, e incontrarlo con tutti gli onori significa mettersi contro di noi. Gli Stati mondiali devono scegliere: o con la Cina, o con il Tibet. Recentemente, davanti a questo bivio si sono trovati tanto la Germania di Angela Merkel quanto gli Stati Uniti di George W. Bush: entrambi non hanno avuto il minimo dubbio, accogliendo il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> con tutti gli onori. La Merkel ha ricevuto l&#8217;ospite il 23 settembre in Cancelleria a Berlino, rispondendo picche alle minacce cinesi: &#8220;Decido io chi ricevere e dove&#8221; ha detto la cancelliera. Bush è andato addirittura oltre, insignendolo ad ottobre della Medaglia d&#8217;Oro del Congresso statunitense, la più alta onorificenza americana.</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Ma in Italia, soprattutto a Milano, sembra mancare questo coraggio. A Milano regna l&#8217;incertezza: Formigoni annuncia un incontro, ma fuori dai palazzi istituzionali; Letizia Moratti, sindaco meneghino, per quei giorni ha già l&#8217;agenda fitta d&#8217;impegni, visita di Napolitano e Prima Scaligera di Sant&#8217;Ambrogio; nessun incontro ufficiale col sindaco di Milano, dunque, che ha però fatto sapere di poterlo accogliere nell’ambito di una serie di incontri con i premi Nobel (tra cui Shimon Peres e Al Gore). </span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Il più incazzato sembra Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura: &#8220;Riceverò io il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong>. C’erano effettivamente stati alcuni imbarazzi in giunta quando si era trattato di decidere se dare o meno il patrocinio all&#8217;iniziativa del PalaSharp. Alla fine, dietro mia insistenza, il patrocinio è stato concesso, quindi non vedo il problema&#8221;. Il critico d&#8217;arte ha inoltre espresso il desiderio di portare l&#8217;ospite ad Arcore, per farlo incontrare con Silvio Berlusconi.</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Più coraggiosa di Milano, in effetti, si è dimostrata Torino – anche se non ha candidature pendenti sulla testa. Il 16 dicembre il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> parlerà di fronte alle assemblee piemontesi, in seguito ad una decisione assolutamente bipartisan. Il presidente del consiglio regionale piemontese, Davide Gariglio, ha dichiarato che gli appuntamenti torinesi &#8220;non sono iniziative ostili nei confronti della Cina, ma rivendichiamo il diritto di incontrare il leader spirituale indiscusso di un popolo con una storia millenaria&#8221;. Ma un po&#8217; di preoccupazione non manca, anche sotto alla Mole: &#8220;Speriamo che non ci siano ritorsioni, anche se potrebbero esserci delle conseguenze economiche&#8221;.</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; line-height: 13.5pt; text-align: justify"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Ma una brigata di coraggiosi è presente anche a Roma, in Parlamento. Guidati dal forzista Benedetto della Vedova (ex Radicale), già 156 deputati hanno firmato una petizione per richiedere che il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> possa essere accolto alla Camera dei Deputati, &#8220;cuore della democrazia&#8221;. L&#8217;obiettivo di Della Vedova è raggiungere le 315 firme, corrispondenti alla metà del Parlamento. </span></font></p>
<p style="margin-bottom: 9.75pt"><font size="3" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 11.5pt; color: black; font-family: Arial">Tra i seguaci del deputato di Forza Italia presenziano anche esponenti di An (guidati dalla vicepresidente della Camera Giorgia Meloni), dell&#8217;Udc (tra cui Luca Volntè) ed esponenti della maggioranza di governo: Pd (Roberto Giachetti e Pietro Marcenaro), Prc (Pietro Folena), Verdi (Grazia Francescano) e l&#8217;intera Rosa nel Pugno. Ma per ora Fausto Bertinotti non ci sente: &#8220;Nell&#8217;emiciclo si svolgono solo lavori parlamentari, non celebrazioni&#8221; hanno spiegato i suoi collaboratori.</span></font></p>
<p><font size="3" color="#000000" face="Arial">La raccolta di firme continua: c&#8217;è ancora tempo per convincere le istituzioni italiane ad avere lo stesso coraggio di Stati Uniti e Germania, senza farsi intimorire dal Partito Comunista cinese. I cittadini italiani, intanto, sembrano avere le idee chiare: per nove italiani su dieci &#8220;è giusto sfidare la Cina e affrontare la minaccia di ritorsioni economiche incontrando il <strong><span style="font-weight: bold">Dalai</span></strong> <strong><span style="font-weight: bold">Lama</span></strong> in visita in Italia</font></p>
<p><font size="3" color="#000000" face="Arial"><strong><strong><font face="Arial"><span style="font-family: Arial">SE IL CONCETTO NON FOSSE CHIARO…</span></font></strong></strong><br />
Il rettore del seminario della diocesi di Yujiang, nella Cina centrale, padre Zeng Zhongliang, è stato arrestato due giorni fa insieme ad un suo seminarista, Wang Bin, mentre erano in visita nella provincia meridionale del Guangdong. Lo riferisce l&#8217;agenzia missionaria AsiaNews aggiungendo che al momento i due si trovano in una prigione di Yujiang. I due sono stati fermati pochi giorni dopo una riunione di tutto il clero della loro diocesi, organizzata proprio da padre Zeng nella cittadina di Fuzhou.</font></p>
<p><font size="3" color="#000000" face="Arial">Nella stessa Fuzhou, il parroco l&#8217;80enne padre Liao Haiqing, viene regolarmente portato via in occasione di ogni festivitàcattolica per impedirgli di celebrare la messa con i fedeli del luogo, per la maggior parte non ufficiali La diocesi di Yujang ha un alto tasso di cattolici e sacerdoti non ufficiali, cioè non iscritti all&#8217;Associazione patriottica e quindi non riconosciuti dal governo. Le autorità della provincia permettono molto raramente agli stranieri di visitare i luoghi di culto locali, e spesso affidano i turisti a delle &#8216;guide&#8217; che li scortano ovunque vanno. Secondo le ultime stime, i cattolici locali sono circa 15mila</font><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial"></span></font></p>
<p style="margin-bottom: 9.75pt"><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial">Birmania libera</span></font></strong></p>
<p style="margin-bottom: 9.75pt"><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial">May His Sacrifice Never Be Forgotten</span></font></strong></p>
<p style="margin-bottom: 9.75pt"><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial"><img width="438" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/birma1.jpg" alt="birma1.jpg" height="311" /></span></font></strong></p>
<p><font size="1" color="#000000" face="Arial"><span style="font-size: 9pt; color: black; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><strong><font size="2" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial">Kenji Nagai of APF tries to take photographs as he lies injured after police and military officials fired upon and then charged at protesters in Yangon&#8217;s city centre September 27, 2007. Kenji, 52, a Japanese photographer, was shot by soldiers as they fired to disperse the crowd. Kenji later died.</span></font></strong></p>
<p><strong><font size="2" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial"><img width="440" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/birma2.jpg" alt="birma2.jpg" height="276" /></span></font></strong></p>
<p><strong><font size="2" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 11pt; font-family: Arial"><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/birma1.gif" alt="birma1.gif" /></span></font></strong></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial"><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2007/12/boicottaolim.jpg" alt="boicottaolim.jpg" /> </span></font></strong></p>
<p><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial">No Olympic Games without democracy!</span></font></strong></p>
<p><strong><font size="5" color="#000000" face="Arial"><span style="font-weight: bold; font-size: 18pt; color: black; font-family: Arial"></span></font></strong></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></font></p>
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