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	<title>Gastonemariotti.com &#187; elezioni</title>
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		<title>L&#8217;Afghanistan alle urne: i talebani e le elezioni</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 07:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;approssimarsi delle cruciali elezioni di domani, i talebani moltiplicano le loro operazioni per impedire il voto e terrorizzare la popolazione, con una serie di sanguinosi attentati e diffondono volantini e manifesti in cui minacciano di attaccare i seggi e di tagliare dita, naso e orecchie agli elettori che si recheranno alle urne (le dita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afghanistan_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3030" title="Afghanistan_" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afghanistan_.jpg" alt="Afghanistan_" width="448" height="318" /></a><br />
Con l&#8217;approssimarsi delle cruciali elezioni di domani, i talebani moltiplicano le loro operazioni per impedire il voto e terrorizzare la popolazione, con una serie di sanguinosi attentati e diffondono volantini e manifesti in cui minacciano di attaccare i seggi e di tagliare dita, naso e orecchie agli elettori che si recheranno alle urne (le dita saranno marchiate con inchiostro indelebile a chi voterà). <span id="more-3028"></span><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afg.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-3032" title="Afg" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afg.JPG" alt="Afg" width="448" height="328" /></a><br />
La campagna di terrore dei talebani potrebbe avere successo nel sud e nell&#8217;est del Paese, popolate da afgani di etnia pashtun, e una eventuale diserzione delle urne da parte dei pashtun rischia di tradursi in una sconfitta per Karzai, che cinque anni fa vinse grazie al loro ampio sostegno.<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Hamid-Karzai.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-3031" title="Hamid Karzai" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Hamid-Karzai.JPG" alt="Hamid Karzai" width="448" height="336" /></a><br />
Attualmente la polizia afghana (Afghan National Police) ha in organico più di 70.000 uomini. L&#8217;addestramento è gestito dall&#8217;Afghanistan Police Program ed impartito principalmente dall&#8217;esercito statunitense e da quello tedesco (le unità anti-narcotici sono invece addestrate dall&#8217;esercito inglese, mentre (ironia della sorte) la costruzione del sistema legale è affidata a quello italiano.<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Abdullah-Abdullah.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-3035" title="Abdullah Abdullah" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Abdullah-Abdullah.JPG" alt="Abdullah Abdullah" width="448" height="333" /></a><br />
Quasi tutte le unità Nato nelle aree pashtun sostengono di proteggere la popolazione impegnandosi in una sequenza di operazioni militari nota come &#8220;shape, clear, hold and build&#8221; [che più o meno consiste in: preparare le condizioni, combattere fino a bonificare il territorio dalla guerriglia, stabilizzare la situazione garantendo una sicurezza prolungata alla popolazione e infine costruire le infrastrutture].<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Ashraf-Ghani.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-3036" title="Ashraf Ghani" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Ashraf-Ghani.JPG" alt="Ashraf Ghani" width="448" height="331" /></a><br />
Nel paese sono ancora notevoli i resti di arte buddhista, tra cui sono da ricordare le gigantesche statue dei c.d. &#8220;Buddha di Bamiyan&#8221;, divenuti tristemente celebri a causa del brutale cannoneggiamento subito ad opera dei talebani e ora fatti oggetto di progetti di restauro in cui sono coinvolti importanti istituzioni internazionali.<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Ramazan-Barshados.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-3037" title="Ramazan Barshados" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Ramazan-Barshados.JPG" alt="Ramazan Barshados" width="432" height="336" /></a><br />
Dal momento che nel paese non si effettuano più censimenti accurati da diversi decenni, non vi sono informazioni precise sulla composizione etnica della popolazione. Tuttavia, stando alle stime più recenti, la popolazione sarebbe così suddivisa:<br />
Pashtun: 35%<br />
Tagiki: 27%<br />
Hazara: 15%<br />
Uzbeki: 6%<br />
Aimak: 4%<br />
Turkmeni: 3%<br />
Baluchi: 2%<br />
Altri: 4%<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afghanistan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3038" title="Afghanistan" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/08/Afghanistan.jpg" alt="Afghanistan" width="448" height="320" /></a><br />
<strong>Fighting Season &#8211; Afghanistan</strong></p>
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=ALhU_475Oz0">Download!</a></div>
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		<title>Iran: speranza in frantumi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 11:07:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Infrante le speranze riformiste dell&#8217;Iran, le urne iraniane, invece di avvicinare una prospettiva di pace, l’hanno allontanata (un bel dilemma per Obama, dialogo o no?). L&#8217;esito delle elezioni in Iran, hanno visto la conferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica, e gli scontri a Teheran tra i supporter del candidato moderato sconfitto, Mir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/Teheran.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2676" title="Teheran" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/Teheran-300x216.jpg" alt="Teheran" width="327" height="238" /></a></p>
<p>Infrante le speranze riformiste dell&#8217;Iran, le urne iraniane, invece di avvicinare una prospettiva di pace, l’hanno allontanata (un bel dilemma per Obama, dialogo o no?). L&#8217;esito delle elezioni in Iran, hanno visto la conferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica, e gli scontri a Teheran tra i supporter del candidato moderato sconfitto, Mir Hossein Mousavi, e la polizia. Rivolte e violenze (con  sembra quattro morti) sono proseguite per tutto il week end: l&#8217;opposizione contesta la vittoria del presidente uscente, denunciando brogli elettorali.<br />
Da Teheran giungono notizie ed immagini di manifestazioni di piazza, di gente che non ha più paura dei manganelli dei Guardiani della Rivoluzione. Le Università danno segni di stanchezza verso il trentennale dispotismo teocratico, sempre più gente ha il coraggio di mostrare il proprio schifo per l’elite che governa il Paese. <span id="more-2674"></span><br />
Quali seguiti avrà in Iran la protesta delle popolazioni urbane meno diseredate? Cosa resterà della stagione libertaria che la società iraniana ha conosciuto durante la campagna elettorale? Fino a che punto l’uomo forte <strong>Alì Khamenei</strong> vorrà tener a freno Ahmadinejad e imporgli una linea diversa?<br />
<strong>Corriere della Sera TV</strong></p>
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		<title>Bene le elezioni in Libano e ora attendiamo il risultato di quelle iraniane</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Libano in festa dopo le elezioni politiche di domenica scorsa. Hezbollah sconfitta, vince il fronte filo-occidentale &#8220;14 marzo&#8221; (dal giorno della rivolta antisiriana seguita all&#8217;omicidio di Rafik Hariri), di cui fanno parte Saad Hariri, figlio dell&#8217;ex premier e leader della corrente sunnita, i drusi di Walid Jumblatt ed i cattolico-maroniti di Amin Gemayel, guida delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/bandiera-libano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2641" title="bandiera-libano" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/bandiera-libano.jpg" alt="bandiera-libano" width="448" height="282" /></a></p>
<p>Libano in festa dopo le elezioni politiche di domenica scorsa. Hezbollah sconfitta, vince il fronte filo-occidentale &#8220;14 marzo&#8221; (dal giorno della rivolta antisiriana seguita all&#8217;omicidio di Rafik Hariri), di cui fanno parte Saad Hariri, figlio dell&#8217;ex premier e leader della corrente sunnita, i drusi di Walid Jumblatt ed i cattolico-maroniti di Amin Gemayel, guida delle Falangi Libanesi, e di Samir Geaqea, leader delle Forze Libanesi, che ha conquistato 68 dei 128 seggi in Parlamento. Pesante la sconfitta della coalizione che fa capo ad Hezbollah, sostenuta da Siria e Iran e della quale fanno parte anche il movimento shiita, il movimento di Amal e il gruppo guidato dall&#8217;ex generale cristiano Michel Aoun.<br />
La prima sconfitta per Ahmadinejad aspettando le elezioni iraniane. Pur confermandosi la prima forza musulmana nel Paese, il &#8221;Partito di Allah&#8221; fondato da Khomeini esce sconfitto dalle urne del Paese dei Cedri.<span id="more-2640"></span><br />
L’Iran, intanto, sta andando verso le elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 12 giugno. Le speranze di vittoria degli avversari di Ahmadinejad si scontrano contro un ostacolo significativo: la loro divisione. Sembra probabile che nessun candidato riuscirà ad ottenere la maggioranza necessaria al primo turno, rendendo così necessario il ricorso al ballottaggio tra Ahmadinejad e Moussavi.<br />
<strong>Iran election debate on TV: Mousavi, Ahmadinejad &#8211; 09 Jun 09</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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</div>
<p><strong>Mousavi in Hamedan, Islamshahr, Ardebil &amp; Tabriz<br />
</strong>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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</div>
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		<title>Basta manifesti selvaggi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 09:57:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ad ogni tornata elettorale le nostre città e comuni vengono imbrattate dai manifesti elettorali abusivi. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità di fronte alla quale le istituzioni si apprestano a divenire complici dei partiti e dei boss politici locali.  L&#8217;articolo 8 della legge n. 212 del 4 aprile 1956, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/propaganda-abusiva.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2515" title="propaganda-abusiva" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/propaganda-abusiva.jpg" alt="propaganda-abusiva" width="448" height="290" /></a><br />
Ad ogni tornata elettorale le nostre città e comuni vengono imbrattate dai manifesti elettorali abusivi. Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità di fronte alla quale le istituzioni si apprestano a divenire complici dei partiti e dei boss politici locali.  L&#8217;articolo 8 della legge n. 212 del 4 aprile 1956, recante norme per la disciplina della propaganda elettorale, così recita: &#8220;Chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall&#8217;articolo 1, destinati all&#8217;affissione o alla diffusione o ne impedisce l&#8217;affissione o la diffusione ovvero stacca, lacera o rende comunque illeggibili quelli già affissi negli spazi riservati alla propaganda elettorale a norma della presente legge, o, non avendone titolo, affigge stampati, giornali murali od altri o manifesti negli spazi suddetti&#8221; nonché &#8220;Chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall&#8217;articolo 1 fuori degli appositi spazi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,00 a euro 1.032,00&#8243;; inoltre, ai sensi <a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/manifesti.jpg"></a><span id="more-2505"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2518" title="manifesti" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/manifesti.jpg" alt="manifesti" width="448" height="250" /><br />
dell&#8217;articolo 635 del codice penale commette il reato di danneggiamento colui che distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto od in parte, inservibili cose mobili od immobili altrui, con l&#8217;aggravante se il fatto è commesso su edifici pubblici o destinati ad uso pubblico od all&#8217;esercizio di un culto o su cose di interesse storico od artistico ovunque siano ubicati; infine ai sensi dell&#8217;articolo 294 del codice penale &#8220;chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l&#8217;esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni&#8221;. Malgrado ciò nei Comuni italiani, in particolare nelle città, da settimane la quasi totalità degli spazi del servizio &#8220;Pubbliche affissioni&#8221; gestiti dai Comuni è occupata da manifesti di partiti politici privi della autorizzazione conseguente al pagamento dei diritti di affissione, mentre si sta di già verificando, altresì, una esponenziale crescita del fenomeno dell&#8217;affissione di manifesti di propaganda politica al di fuori di qualsiasi spazio consentito, in particolare:  cabine telefoniche,  cassonetti dell&#8217;Ama, muri degli edifici, cabine telefoniche, cabine elettriche. Oramai da anni gli spazi di propaganda predisposti ai sensi della cennata legge n. 212/1956 in occasione delle elezioni, assegnati individualmente ai singoli partiti che vi partecipano, sono oggetto di sistematica affissione abusiva che impedisce, anche con la violenza e le minacce, l&#8217;affissione di manifesti ai candidati ed ai partiti politici che si rifiutano di violare le leggi, penalizzando così solo determinati soggetti politici  -chi vorrebbe rispettare le regole e non ha i soldi o comunque non vuole affiggere quotidianamente migliaia di nuovi manifesti per rendere visibile il suo messaggio elettorale- ed impedendo ai cittadini di conoscere le diverse forze politiche e le proposte in campo.<br />
Il servizio delle <strong>Iene</strong> del 17 aprile 2009 sull&#8217;affissione abusiva dei manifesti elettorali.</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/AUoAIUaohFQ" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AUoAIUaohFQ"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=AUoAIUaohFQ">Download!</a></div>
</div>
<p>Ricapitolando quindi, per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna elettorale. Ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso.  &#8220;Noi prendiamo multe per 58mila euro &#8211; prosegue l&#8217;intervista delle Iene &#8211; ma paghiamo 1.000 euro ed è finito. Nessuno ha mai pagato una multa da quel punto di vista lì. Aspettano tutti i condoni&#8221;.<br />
Infatti dopo ogni campagna elettorale i partiti si approvano un condono per le multe che ricevono. Gravissimo è il fenomeno delle squadre mercenarie di attacchinaggio costituite spesso da personaggi discutibili e vicini alla criminalità. Altrettanto grave è la produzione incontrollata al nero di tonnellate di manifesti elettorali che poi ci troviamo appiccicati in modo indecoroso e barbaro sui muri delle Città.<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/abusiv.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2521" title="abusiv" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/05/abusiv.jpg" alt="abusiv" width="336" height="446" /></a><br />
Riprendiamoci la città. Riprendiamoci le strade. Riprendiamoci il senso della legalità. Fermiamoli. Ai fini di prevenzione e dissuasione, si potrebbero adottare i seguenti provvedimenti:<br />
rendere pubblico giornalmente, per ciascuna città, l&#8217;elenco delle sanzioni comminate e dei partiti e dei candidati multati;<br />
vietare con ordinanza l&#8217;affissione di manifesti dalle ore 23 e le ore 7 di ogni giorno; staccare tempestivamente i manifesti fuori posto e  sorvegliare adeguatamente con i vigili urbani.<br />
Insomma  <strong>vigili</strong> bisogna essere</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/WS8jg6Dokdw" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WS8jg6Dokdw"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=WS8jg6Dokdw">Download!</a></div>
</div>
<p>Aggiornamento 10-10-2009</p>
<p>Iene-Manifesti elettorali abusivi-06-10-09</p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/jUIkdBxi5NA" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jUIkdBxi5NA"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=jUIkdBxi5NA">Download!</a></div>
</div>
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		<title>Contro la voglia di liste civiche</title>
		<link>http://gastonemariotti.com/2009/03/17/contro-la-voglia-di-liste-civiche/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 11:25:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni amministrative di giugno la classe politica locale ha una nuova tentazione: quella delle liste civiche. Da Ancona a Firenze tutti a seguire l&#8217;esempio lanciato da Beppe Grillo: una rete di liste civiche che si candideranno ovunque sia possibile (liberamente tratto dal sito www.nonservenonvoto.it che ha promosso la campagna astensionista per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2144" href="http://gastonemariotti.com/2009/03/17/contro-la-voglia-di-liste-civiche/simbolo-non-voto/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2144" title="simbolo-non-voto" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/03/simbolo-non-voto.jpg" alt="simbolo-non-voto" width="336" height="336" /></a><br />
In vista delle elezioni amministrative di giugno la classe politica locale ha una nuova tentazione: quella delle liste civiche. Da Ancona a Firenze tutti a seguire l&#8217;esempio lanciato da Beppe Grillo: una rete di liste civiche che si candideranno ovunque sia possibile (liberamente tratto dal sito <a href="http://www.nonservenonvoto.it/cms/">www.nonservenonvoto.it</a> che ha promosso la campagna astensionista per le elezioni di giugno).  <span id="more-2142"></span><br />
<strong>Beppe Grillo presenta il programma delle Liste Civiche</strong></p>
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<p><strong>Eugenio Scalfari: &#8220;Grillo è l&#8217;arci-italiano del peggio&#8221;<br />
</strong>
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<p><strong>V-day pillola della verità</strong></p>
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<p>E&#8217; arrivato il momento del rinnovo di circa il 70% di Enti così inutili da unire destra e sinistra al grido &#8220;aboliamole&#8221;, salvo poi riuscire nel miracolo di riunirli un&#8217;altra volta, questa volta per governarle. Al grido &#8220;<strong>se no vince l&#8217;altro, vince il peggio</strong>&#8221; ci chiedono ancora una volta di approvare il malcostume che si cela dietro il continuo, mancato rispetto della parola data. Per tutte queste ragioni impegnamoci, quindi a preparare in ogni Regione, in ogni Comune (ma non in ogni Provincia) una campagna elettorale di disobbedienza civile che spinga i cittadini a non legittimare con il loro voto ciò che non vogliono più far esistere. Le obiezioni dei Partiti, dei Presidenti di Provincia e di pochi altri  per la verità ci sono note. Le rispettiamo ma non le condividiamo affatto. Le piu&#8217; frequenti: &#8220;Il voto è amore per la democrazia&#8221;, oppure &#8220;qualunquisti&#8221; o, i piu&#8217; sprovveduti&#8230; &#8220;cosi vincono gli altri&#8221;.<br />
<strong>Beppe Grillo Sergio Friscia intervistato da Rossana Cancelli</strong></p>
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<p>Ecchissenefrega <img src='http://gastonemariotti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Sono 60 anni che a turno ci spaventano con l&#8217;uomo nero, &#8220;se vincono quelli&#8230;. se vincono gli altri &#8230;&#8221;, ora la situazione è troppo seria per credergli ancora. Contestualmente sono 60 anni che ci promettono di ridurre lo sperpero senza senso e senza dignità del frutto dei nostri lavori. Con la nuova miseria che si affaccia, è tempo di vedere i risultati degli impegni presi: abolire le Province, le Comunità Montane, gli Ato, accorpare i Piccoli Comuni, ridurre le Prefetture, ri-dimensionare i parlamenti, nazionali e regionali. Per fare tutto questo promuoviamo la campagna astensionista &#8220;Non serve, Non voto&#8221;, con l&#8217;obiettivo almeno di far scendere sotto il 50% i voti validi attribuiti agli eleggendi Presidenti della Provincia, oppure <strong>VOTA ANTONIO O MUORI</strong> &#8211; Quando la politica diventa violenza, lui è l&#8217;uomo giusto per la politica. ANTONIO ANTONIO, il candidato ideale per tutti quelli che ci tengono alla propria pelle.</p>
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		<title>Record di rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rimborsi annui in Euro dal 2004 al 2008 per Spese Elettorali sostenute dai partiti (da &#8220;La Stampa&#8221;) E dal 14 aprile i partiti guadagnano il doppio. Lunedì prossimo, comunque vadano le elezioni, nelle sedi dei partiti qualcuno avrà una buona ragione per sorridere: i tesorieri. Sì, perché la legge che regolamenta i cosiddetti «rimborsi elettorali» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/rimborsiel.jpg" alt="rimborsiel.jpg" /></p>
<p align="justify">Rimborsi annui in Euro dal 2004 al 2008 per Spese Elettorali sostenute dai partiti (da &#8220;La Stampa&#8221;)</p>
<p align="justify">E dal 14 aprile i partiti guadagnano il doppio.  Lunedì prossimo, comunque vadano le elezioni, nelle sedi dei partiti qualcuno avrà una buona ragione per sorridere: i tesorieri. Sì, perché la legge che regolamenta i cosiddetti «rimborsi elettorali» &#8211; un euro per ogni voto &#8211; non prevede l&#8217;interruzione dei pagamenti in caso di interruzione della legislatura. In altre parole, i partiti continueranno a incassare fino a tutto il 2010 circa 100 milioni l&#8217;anno legati alla legislatura appena chiusa anticipatamente, ovviamente suddivisi tra loro sulla base del risultato elettorale del 2006. E altri 100 milioni (l&#8217;anno) arriveranno nelle loro casse da adesso fino al 2012.<span id="more-770"></span></p>
<p align="justify">Non c&#8217;è che dire, un discreto affare: un solo Parlamento, due rimborsi elettorali. Che poi potrebbero addirittura diventare tre, se c&#8217;è il «pareggio» o un accordo politico per nuove elezioni. Tutto dipende dalla legge, che per l&#8217;appunto sancisce che il «rimborso» (versato in cinque rate, la durata teorica della legislatura) non si interrompe in caso di voto anticipato. Una norma che peraltro crea anche qualche paradosso, con partiti «morti» che a mo&#8217; di zombies continuano a incassare le rate del contributo pubblico anche dopo la loro presunta scomparsa. E il caso di Ds e Margherita.</p>
<p align="justify"><strong>Spot elettorale ufficiale della lista civica &#8220;Amici di Beppe Grillo &#8211; Roma&#8221;</strong></p>
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<p><strong>Un voto in più (perduto ormai)</strong></p>
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<p>Rimborsi elettorali: così i micro-partiti divorano 11,5 milioni<br />
Il banchetto della politica: una cinquantina le liste beneficiate dalle grandi formazioni nazionali. Basta l&#8217;1 per cento per spartirsi la torta</p>
<p align="justify">Daniele Martinelli ne L&#8217;Espresso commenta, tra l&#8217;altro, lo scandalo dei rimborsi elettorali,</p>
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<p align="justify">Rimborsi elettorali, spesi 117 milioni e poi incassati 500<br />
Alle politiche 2006 i partiti hanno speso un quinto dei rimborsi statali incassati: 117,3 milioni contro 498,5 milioni. Che i contributi pubblici per le spese elettorali andassero ben oltre i costi delle campagne per il voto era nell&#8217;aria. Ora a certificarlo è la relazione della Corte dei conti appena depositata a Montecitorio.<br />
<strong>I costi</strong><br />
Le spese accertate dalla Corte, benché moderate rispetto alle elargizioni dello Stato, sono tuttavia consistenti. Significativo, ad esempio, l&#8217;investimento di Forza Italia che da sola ha speso quasi la metà di quanto hanno sborsato tutti i partiti insieme: il tesoriere Rocco Crimi ha messo sul piatto oltre 50 milioni di euro. Quasi il doppio rispetto ai fondi (circa 28 milioni in tutto) impegnati dal vecchio Ulivo (Ds e Margherita, che parteciparono separatamente al Senato e uniti alla Camera).<br />
<strong>Gli incassi</strong><br />
Ma i costi assumono l&#8217;aspetto di briciole quando vengono comparati agli incassi dovuti ai partiti per i cinque anni di legislatura, peraltro interrotta dal voto anticipato. Forza Italia potrà consolarsi con un &#8220;avanzo&#8221; rispetto a quanto speso di quasi 79 milioni di euro e a Ds e Margherita insieme rimarrà un tesoretto di oltre 130 milioni. Un bel patrimonio per il Partito democratico se non fosse che i due &#8220;padri fondatori&#8221; si tengono gelosamente nelle rispettive casse i fondi arrivati dallo Stato.</p>
<p align="justify">Stessa dolce musica per tutti gli altri partiti: ad An resteranno in cassa oltre 59 milioni, a Rifondazione oltre 33, all&#8217;Udc poco più di 24 milioni e alla Lega oltre 17 milioni. In totale alle segreterie sono fluiti oltre 381 milioni di euro. Un dato che fa gridare allo scandalo i Radicali, tradizionali oppositori del finanziamento pubblico dei partiti, a partire dal referendum abrogativo del &#8217;93. «La media annuale dei fondi pubblici ai partiti – ha calcolato Maurizio Turco – è aumentata del 600% rispetto al &#8217;93, ultimo anno di finanziamento pubblico».</p>
<p align="justify"><strong>I rilievi</strong><br />
Quanto ai tetti di spesa, la Corte non ha riscontrato sforamenti. Ha tuttavia segnalato delle irregolarità nel conto consuntivo del Prc che non ha presentato idonea documentazione per un importo di spesa di circa 500mila euro. Multato invece &#8220;Progetto Nord Est&#8221;, il movimento di Giorgio Panto (l&#8217;imprenditore televisivo veneto morto qualche mese dopo le elezioni), accusato di aver acquisito in modo irregolare gli 800mila euro spesi per la propaganda elettorale.</p>
<p align="justify">Quali spese dovrà mai sostenere il partito «Insieme per Bresso» per giustificare un finanziamento pubblico di circa 110mila euro ogni anno? E l’«Unione sudamericana emigrati italiani» con 9mila, la lista «Associazioni italiane in Sudamerica» per 63mila euro, «l’Aquilone del presidente» quasi 300mila, la «Civica Piero Marrazzo» che incasserà oltre 300mila euro almeno sino alle prossime regionali? Non hanno sedi né dipendenti, non stampano l’ombra di un bollettino e hanno già abbondantemente coperto i costi reali sostenuti in quei quaranta giorni di campagna elettorale a supporto dei partiti veri, quelli nazionali, che oltretutto si facevano carico delle spese più forti. E però partecipano anch’essi al gran banchetto del finanziamento pubblico della politica, a dimostrazione che nonostante gli esorcismi contro il bipartitismo, le paure che il Pdl di Berlusconi e il Pd di Veltroni finiscano col fagocitare ogni cespuglio, il nostro è ancora il Paese del particulare e dei mille campanili. Piccolo sarà anche brutto, ma rende. Sono una cinquantina, i partiti che non ci sono ma che consumano come se ci fossero. Tutto regolare ovviamente, ognuno incassa la sua tranche annuale in proporzione alla forza dimostrata nelle urne, i più in quelle delle elezioni regionali, alcuni sommandola a quella delle europee, altri fondando il titolo nel parlamento nazionale. Ogni anno l’assegno è di 3.818.745 euro. Che va moltiplicato per tre (gli anni che mancano alla fine naturale della legislatura da poco conclusa). Totale: 11,5 milioni di euro meno qualche spicciolo. Tutto regolare ma illogico, frutto perverso dell’escamotage messo in piedi dai partiti nazionali per aggirare il referendum che nel 1993 mise fine al finanziamento dello Stato ai partiti. Provarono con le firme nelle dichiarazioni dei redditi, ricordate?, come per le opere religiose: ma dopo due anni, poiché pochi firmavano, anzi nessuno a confronto dell’Irpef devoluto alle religioni, insabbiarono tutto puntando sui «rimborsi elettorali». Fittizi e nominali ovviamente, perché oggi si è arrivati a 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali (indipendentemente dall’esercizio effettivo del voto) che si moltiplicano ad ogni elezione della Camera, del Senato, delle Regioni e dell’Europarlamento. Un mare di soldi, 200 milioni d’euro all’anno a copertura più che abbondante delle spese sostenute per le elezioni, ma che servono principalmente a sostenere la vita quotidiana dei partiti, tra un turno elettorale e l’altro. «Rimborsi elettorali» però, si devono chiamare. Per non evocare il «finanziamento pubblico» vietato dal popolo sovrano. E per giustificare la finzione, occorre sopportare che del marchingegno approfittino anche partitini nati all’inizio di una campagna elettorale e svaniti con l’elezione di uno o più consiglieri, quando va bene un parlamentare e spesso nemmeno quello. Gli eletti poi stanno a posto, prendono indennità, usano uffici e personale dell’istituzione, della loro lista nessuno si ricorda più. Lista che però risorge ogni anno all’incasso della quota di finanziamento pubblico.</p>
<p>Chiamatela anomalia se volete, paradosso della politica nostrana. Paradossale, del resto, è che i nostri partiti nella Finanziaria approvata prima di Natale abbiano fatto il bel gesto di tagliarsi il 10% del finanziamento pubblico annuale, sbandierando urbi et orbi che rinunciavano così a 20 milioni d’euro su 200 a far data dall’anno in corso. Gran successo del Pd e dell’Unione, attenti ai problemi del Paese e in sintonia con la gente che fatica ad arrivare a fine mese, spiegavano le fonti governative. Solo che, dopo nemmeno due mesi, grazie allo scioglimento anticipato del Parlamento, hanno raddoppiato le tranches legate alle elezioni di Camera e Senato sino al 2011, grazie ad una leggina approvata all’unanimità nel 2006. Sino ad allora, era stabilito che se una legislatura s’interrompeva anzi tempo, lì finiva il rimborso in corso e subentrava quello della nuova legislatura. Cosa normale e logica, ma i tesorieri di partito obiettavano che lo scioglimento anticipato comportava un aggravio di spesa. La leggina, dunque, riparava il danno garantendo &#8211; oltre al nuovo &#8211; anche il completamento del vecchio rimborso. Il risultato è che il montepremi complessivo è sceso a 180 milioni annuali per risalire in un batter d’occhio a 270 già quest’anno. Il risparmio insomma, s’è tramutato in più 70 di costo. E sino al 2011, Camera e Senato fruttano il doppio. Per tutti, grandi e piccini.</p>
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		<title>Elezioni e &#8220;FACCIA A FACCIA&#8221; In TV</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 06:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza offesa per l’uno e per l’altro, la verità è che i due non avrebbero molto da dirsi. Per la maggior parte degli italiani , invece, il confronto tv tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni sarebbe utile per chiarire le idee all&#8217;elettorato. I “faccia a faccia” televisivi negli Stati Uniti, raggiungono il livello più alto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/faccia.jpg" alt="faccia.jpg" height="354" width="468" /><br />
Senza offesa per l’uno e per l’altro, la verità è che i due non avrebbero molto da dirsi. Per la maggior parte degli italiani , invece, il confronto tv tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni  sarebbe utile per chiarire le idee all&#8217;elettorato.<br />
I “faccia a faccia” televisivi negli Stati Uniti, raggiungono il livello più alto. Il giornalista-moderatore ha un ruolo attivo e un ampio margine di azione: è lui che decide gli argomenti che verranno affrontati e che formula le domande da sottoporre ai candidati. I quesiti possono essere anche molto precisi e non devono limitarsi ad affrontare per grandi temi i problemi del paese, come spesso accade nei “faccia a faccia” europei. <span id="more-774"></span>A volte si tratta di vere e proprie domande “su misura” per ciascuno dei candidati, frutto di una lunga preparazione del giornalista prima del dibattito e di cui nessun’altro conosce il contenuto prima della diretta. Imparzialità e obiettività nella conduzione del confronto, non gli impediscono di sottoporre questioni spinose ai due avversari. Nel corso dell’ultimo “faccia a faccia”, per le presidenziali del 2004, il moderatore Bob Schieffer interpellò George W. Bush sul problema dei vaccini per l’influenza (che a causa di problemi sanitari e mancati accordi con la Francia e il Canada non erano in numero sufficiente per rispondere al fabbisogno della popolazione) e John Kerry su delicate questioni etiche, come l’aborto e la ricerca sulle cellule staminali. Tra i compiti del giornalista anche quello di decidere se concedere tempo aggiuntivo ai candidati per proseguire la discussione su un certo tema, dopo che il tempo a disposizione per le risposte era esaurito.<br />
“Nei ‘faccia a faccia’ americani il giornalista riesce a fare veramente il suo lavoro &#8211; ci spiega Maria Luisa Rossi Hawkins, politologa e corrispondente Mediaset a New York – e fa emergere le differenze tra i programmi e i punti deboli dei due avversari. I ‘faccia a faccia’ europei, anche se si rifanno al modello americano, si limitano ad essere una vetrina per i candidati e anche per questo l’impatto dei dibattiti televisivi sull’elettorato è molto più forte negli Stati Uniti che nei paesi europei”.</p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/3_1.gif" alt="3_1.gif" height="257" width="383" /><br />
Nessuno spazio d’azione per il giornalista-moderatore italiano nel corso dei due dibattiti del 14 marzo e del 3 aprile 2006, tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi: i primi in Italia condotti secondo vere e proprie regole “all’americana”, anche se due precedenti “faccia a faccia” si erano tenuti già nel 1994, tra Silvio Berlusconi e Achille Occhetto, e nel 1996 tra Berlusconi e Romano Prodi. Clemente J. Mimun nel primo appuntamento e Bruno Vespa nel secondo si sono limitati a garantire il rispetto delle regole e vigilare sui tempi, senza nessuna possibilità di fare domande.<br />
Accanto al giornalista-moderatore c’erano però altri due giornalisti, scelti di comune accordo dagli stessi candidati: Marcello Sorgi de La Stampa e Roberto Napoletano de Il Messaggero. A loro il compito di porre le domande ai due leader politici, rigorosamente le stesse per entrambi.<br />
&#8220;Nei primi &#8216;faccia a faccia&#8217; del &#8217;94 e del &#8217;96 il giornalista aveva molta più libertà &#8211; dice Mentana &#8211; mentre l &#8216;eccesso di regole dell&#8217;ultimo dibattito ha prodotto un confronto in cui lo spirito giornalistico era ridotto al minimo&#8221;.<br />
<span></span><strong>Duello tv: &#8221;Ubriaco&#8221; &#8221;Utile idiota&#8221;</strong></p>
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=7AD2eD42qow">Download!</a></div>
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<p>I “faccia a faccia” televisivi negli Stati Uniti, raggiungono il livello più alto. Il giornalista-moderatore ha un ruolo attivo e un ampio margine di azione: è lui che decide gli argomenti che verranno affrontati e che formula le domande da sottoporre ai candidati. I quesiti possono essere anche molto precisi e non devono limitarsi ad affrontare per grandi temi i problemi del paese, come spesso accade nei “faccia a faccia” europei. A volte si tratta di vere e proprie domande “su misura” per ciascuno dei candidati, frutto di una lunga preparazione del giornalista prima del dibattito e di cui nessun’altro conosce il contenuto prima della diretta. Imparzialità e obiettività nella conduzione del confronto, non gli impediscono di sottoporre questioni spinose ai due avversari. Nel corso dell’ultimo “faccia a faccia”, per le presidenziali del 2004, il moderatore Bob Schieffer interpellò George W. Bush sul problema dei vaccini per l’influenza (che a causa di problemi sanitari e mancati accordi con la Francia e il Canada non erano in numero sufficiente per rispondere al fabbisogno della popolazione) e John Kerry su delicate questioni etiche, come l’aborto e la ricerca sulle cellule staminali. Tra i compiti del giornalista anche quello di decidere se concedere tempo aggiuntivo ai candidati per proseguire la discussione su un certo tema, dopo che il tempo a disposizione per le risposte era esaurito.<br />
“Nei ‘faccia a faccia’ americani il giornalista riesce a fare veramente il suo lavoro &#8211; ci spiega Maria Luisa Rossi Hawkins, politologa e corrispondente Mediaset a New York – e fa emergere le differenze tra i programmi e i punti deboli dei due avversari. I ‘faccia a faccia’ europei, anche se si rifanno al modello americano, si limitano ad essere una vetrina per i candidati e anche per questo l’impatto dei dibattiti televisivi sull’elettorato è molto più forte negli Stati Uniti che nei paesi europei”.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/interbeing.jpg" alt="interbeing.jpg" /><br />
Test: questa immagine contiene sette facce. Voi quante ne vedete? (l’immagine è di Alex Grey)</p>
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		<title>Il voto si avvicina, ancora indecisi?</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 06:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Notevole l&#8217;influenza della campagna elettorale, visto che secondo il Censis ben il 32% degli elettori decide per chi votare proprio in questo periodo: per il 20% si tratta di persone che all&#8217;inizio della campagna elettorale non sanno per chi votare, mentre il 12% modifica il proprio orientamento proprio sull&#8217;onda della campagna elettorale. Non c&#8217;è garante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/elez.jpg" alt="elez.jpg" height="180" width="338" /><br />
Notevole l&#8217;influenza della campagna elettorale, visto che secondo il Censis ben il 32% degli elettori decide per chi votare proprio in questo periodo: per il 20% si tratta di persone che all&#8217;inizio della campagna elettorale non sanno per chi votare, mentre il 12% modifica il proprio orientamento proprio sull&#8217;onda della campagna elettorale.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/01.gif" alt="01.gif" height="201" width="220" /><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/_1.gif" alt="_1.gif" height="254" width="224" /><br />
Non c&#8217;è garante che tenga, siamo tutti youtubizzati.   <span id="more-764"></span><br />
<strong> &#8220;VOTO A VUOTO&#8221;</strong> consigli per le elezioni politiche 2008. Una carrellata dei piu&#8217; esilaranti manifesti elettorali ritoccati pescati in rete.</p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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<p>slogan elettorali e manifesti (taroccati) politiche 2008 Un mixage di slogan e manifesti elettorali dei principali partiti in competizione per la casa bianca ehmm scusate per il parlamento italiano&#8230;satira politica finale a sorpresa&#8230; un segnale&#8230;</p>
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<p><strong> SI PUO’ FARE</strong> 2008: IL VIDEO  come per Obama.<br />
L’idea di questo video nasce da un gruppo di ragazzi, tutti professionisti della comunicazione, che hanno deciso di mettere insieme le loro competenze nei diversi ambiti, dall’analisi semiotica alla regia, dall’ufficio stampa alla produzione cinematografica, per fare un “regalo” speciale a Walter Veltroni a pochi giorni dal voto.</p>
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<p>(ci sono Neri Marcorè, Adolfo Margotta, Giobbe Covatta, Luca Barbarossa, Corrado Scalia, Giacomo Gonnella, Alessandro Averone, Chiara Visca, ma anche Valentina, Marco, Fabrizio, Daila e il piccolo Giordano).<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/berlusconi_applaude.gif" alt="berlusconi_applaude.gif" /><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/3_1.gif" alt="3_1.gif" /></p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/vauro07.jpg" alt="vauro07.jpg" /></p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/veltroni-perdente.jpg" alt="veltroni-perdente.jpg" height="438" width="466" /></p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/nonvotare-small.jpg" alt="nonvotare-small.jpg" height="186" width="257" /></p>
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		<title>Elezioni politiche 2008</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 06:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente da fare. La campagna elettorale a colpi di spot sul modello americano comincia a fare qualche vittima. Alcuni giorni fa si era arrabbiato Venditti, quando un deputato Udc aveva usato una sua canzone per l&#8217;apertura della campagna elettorale in Sicilia. Questa volta tocca ai Village People. «Il video &#8220;I&#8217;m PD &#8211; Si può fare&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/antonio_la_trippa.gif" alt="antonio_la_trippa.gif" height="351" width="437" /><br />
Niente da fare. La campagna elettorale a colpi di spot sul modello americano comincia a fare qualche vittima.  Alcuni giorni fa si era arrabbiato Venditti, quando un deputato Udc aveva usato una sua canzone per l&#8217;apertura della campagna elettorale in Sicilia. Questa volta tocca ai Village People. «Il video &#8220;I&#8217;m PD &#8211; Si può fare&#8221;, ricalcato sulle note del famoso &#8220;Y.M.C.A&#8221; va immediatamente tolto dal sito del Pd» fanno sapere.  <span id="more-718"></span><br />
<strong>«I&#8217;m Pd»<br />
</strong>L&#8217;inno del Partito democratico sulle note di YMCA</p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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</div>
<p>Per non restare indietro sul profilo musical-politico, mercoledì a Viterbo ha debuttato la canzone &#8220;ufficiale&#8221; del Pdl scritta da Andrea Vantini: «Meno male che Silvio c&#8217;è»<br />
<strong>MENOMALE CHE SILVIO C&#8217;E&#8217;</strong> &#8211; L&#8217;INNO DEL POPOLO DELLE LIBERTA&#8217;</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/qMfA6hZonJI" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qMfA6hZonJI"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=qMfA6hZonJI">Download!</a></div>
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<p>Crozza e l&#8217;inno del Partito Democratico: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JEitWh0l3qk&amp;NR=1"><strong>cliccare quì</strong></a></p>
<p>ELEZIONI E LUOGHI COMUNI<br />
Operazione verità (Ernesto Galli Della Loggia)<br />
Dovendosi votare tra poche settimane è naturale che tutta l&#8217;attenzione del Paese sia in questo momento per i programmi elettorali. Ma l&#8217;Italia di oggi, che per molti segni vede giungere al suo termine la stagione politica apertasi nel 1993-94, oltre che di programmi elettorali, o comunque insieme a essi, ha bisogno di qualcosa in più. E tanto maggiormente in quanto questo tempo di elezioni è più che mai tempo di bilanci. L&#8217;Italia ha soprattutto bisogno di verità. Ha un gran bisogno che finalmente si squarci il velo di silenzi, di reticenze, spesso di vere e proprie bugie, che per troppo tempo il Paese ha steso sulla sua effettiva realtà, su che cosa è davvero e come funziona la società italiana, a dispetto di quello che racconta il suo senso comune, prigioniero di un ideologicamente corretto cui partecipano tanto la destra che la sinistra.<br />
<a href="http://gastonemariotti.com/2008/03/29/elezioni-politiche-2008/740/" rel="attachment wp-att-740" title="nonvoto_banner.jpg"><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/nonvoto_banner.jpg" alt="nonvoto_banner.jpg" /></a><br />
Quel senso comune che abbiamo costruito noi tutti—e diciamolo pure: a cominciare dai tanti che scrivono sui giornali — quando abbiamo accettato che il discorso pubblico italiano si riempisse di luoghi comuni sempre più menzogneri, di principi dati per scontati ma sempre più inverosimili: il tutto all&#8217;insegna di una sovrana noncuranza per come stavano realmente le cose, per il loro vero significato. A lungo, per esempio, ci siamo raccontati che nella scuola o nella pubblica amministrazione la disciplina e la gerarchia non fossero poi così necessarie. Che si può tranquillamente tollerare che cento persone blocchino un&#8217;autostrada o una stazione ferroviaria per qualunque ragione ad essi appaia una buona ragione.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/gian.gif" alt="gian.gif" /><br />
Abbiamo accettato voltando la testa dall&#8217;altra parte che la magistratura italiana si autogovernasse con criteri di lottizzazione politica spietata, o che in prigione andasse solo chi è povero, o che i reati economici godessero in pratica dell&#8217;impunità. Che è normale che le decisioni dell&#8217;autorità centrale in materia di pubblica utilità (dai trasporti allo stoccaggio dei rifiuti o delle scorie nucleari) siano vanificate o si prolunghino all’infinito per l&#8217;opposizione di qualunque minuscolo Comune. Ci siamo raccontati che erano ottime delle privatizzazioni che invece sono state quasi sempre dei veri e propri regali a interessi particolari. Che le Authority servano a qualcosa, mentre perlopiù sono ridotte a emanare gride manzoniane che lasciano il tempo che trovano.<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/veltroni_torino.jpg" alt="veltroni_torino.jpg" height="298" width="436" /><br />
Ci siamo obbligati a credere che i soldati italiani debbano per forza assolvere missioni cosiddette di pace anche se si trovano in alcuni dei posti più pericolosi e bellicosi della terra. Siamo ancora oggi pronti a scomunicare chi osi dire che l&#8217;esistenza delle Regioni si è risolto in un esborso immane di risorse a fronte di risultati modestissimi; così come fingiamo che sia normale un livello di criminalità organizzata come quella che c&#8217;è nel Mezzogiorno, e che la cosa possa andare avanti all&#8217;infinito. E così via, così via, in un vortice di conformismo pubblico che è ormai diventato una cappa insopportabile. Per rimettersi in moto l&#8217;Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, di rompere questa cappa. Ha bisogno di una grande operazione verità. Se non la inizieranno i partiti e i loro esponenti, se non la farà la politica, allora sì l&#8217;«antipolitica» monterà come un&#8217;ondata inarrestabile.</p>
<p>Quello che conta è l&#8217;informazione e non importa per nulla se pende da un lato o dall&#8217;altro&#8230; perché io mi fido della capacità critica di chi legge&#8230; siamo esseri pensanti con autonomia di pensiero&#8230;”<br />
Lentamente muore chi non cambia marcia<br />
Lentamente muore chi non mette la freccia quando svolta<br />
Lentamente muore chi non tira il freno a mano in discesa<br />
Chi sbaglia nell&#8217;usare la presa<br />
Chi gli casca in testa un&#8217;obesa, la casa o la torre di Pisa<br />
Muore lentamente chi non fa come la Marcuzzi<br />
E se non riesce ad andare in bagno, se la tiene tutta dentro<br />
Muore lentamente chi non si leva prontamente da sotto il casco della permanente<br />
Muore più velocemente chi mette le dita nella presa di corrente<br />
Chi non si sposta quando cascano le piante<br />
E chi mangia le amanite velenose al ristorante<br />
Muore lentamente tanta bella gente<br />
Ma c&#8217;è anche<br />
E tu lo sai<br />
Una banda di coglioni che non muore mai.<br />
(Luciana Littizzetto)<br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/03/orrore.jpg" alt="orrore.jpg" /><br />
Ecco come gli italiani si comporteranno alle elezioni politiche edizione 2008 (spero). Tratto da <strong>&#8216;Fantozzi subisce ancora</strong>&#8216;, 1983. Ascoltate il video con attenzione e poi fatemi sapere</p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
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<div class="wpv_titleauthor"></div>
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</div>
<p><strong>I POLITICI DELLE STELLE</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/rxVZykPHmTE" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rxVZykPHmTE"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://youtube.com/watch?v=rxVZykPHmTE">Download!</a></div>
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		<title>No Mar(t)ini, no party</title>
		<link>http://gastonemariotti.com/2008/02/06/no-martini-no-party/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 06:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[costi della politica]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento ai partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Crisi, Marini rimette l&#8217;incarico Nuove elezioni entro il 13 aprile La cuccagna del voto anticipato; è stato raggiunto l&#8217;accordo tra i principali partiti sulla data delle elezioni politiche anticipate. Gli italiani saranno chiamati alle urne domenica 13 e lunedì 14 aprile. Referendum indetto per il 18 maggio Il referendum sulla legge elettorale è stato indetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/02/elezioni.jpg" alt="elezioni.jpg" style="width: 294px; height: 260px" height="260" width="270" /></p>
<p>Crisi, Marini rimette l&#8217;incarico Nuove elezioni entro il 13 aprile<br />
<strong>La cuccagna del voto anticipato; </strong>è stato raggiunto l&#8217;accordo tra i principali partiti sulla data delle elezioni politiche anticipate. Gli italiani saranno chiamati alle urne domenica 13 e lunedì 14 aprile.</p>
<p>Referendum indetto per il 18 maggio<br />
Il referendum sulla legge elettorale è stato indetto per il 18 maggio. È quanto ha deciso il Consiglio dei ministri. Lo scioglimento anticipato delle Camere però farà slittare di un anno la data, tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2009. <span id="more-488"></span></p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/02/gianne.jpg" alt="gianne.jpg" style="width: 293px; height: 297px" height="386" width="404" /><br />
Il finanziamento pubblico, erogato sotto la falsa dizione di rimborso elettorale, sarà una bella manna per i partiti. C&#8217;è un motivo per il quale il voto anticipato conviene a tutti i leader nessuno escluso: i partiti incasseranno infatti, fino al 2011 rimborsi elettorali doppi. Sia quelli maturati per la quindicesima legislatura che quelli relativi alla sedicesima.</p>
<p>Il finanziamento pubblico ai partiti, abolito nell’aprile del 1993, grazie al referendum promosso dai radicali e vinto con il 90,3% degli italiani che si sono espressi, è stato di fatto reintrodotto a partire dal 1997. Successivamente, una serie di modifiche, susseguitesi dal 1999 fino al 2006, ne hanno determinato aumenti esponenziali.</p>
<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/02/finanz-partit.jpg" alt="finanz-partit.jpg" style="width: 337px; height: 243px" height="260" width="343" /></p>
<p>A dicembre 1993, dopo l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, viene “aggiornata” la legge sui rimborsi elettorali, che decentemente vengono definiti “contributo per le spese elettorali”, con la quale si stabilisce che il fondo da ripartire venga calcolato in ragione di lire 1.600 per il numero degli abitanti e che tale fondo, in sede di prima applicazione, debba essere suddiviso al 50% fra Camera e Senato. Viene applicata tre mesi dopo, in occasione delle elezioni del 27 marzo 2004. Nel giro di pochi mesi, il rimborso è erogato in un’unica soluzione per un ammontare complessivo pari a 47 milioni di euro.</p>
<p>La stessa norma viene applicata in occasione delle successive elezioni politiche del 21 aprile 1996.</p>
<p>Nel 1997, con la legge n. 2 del 2 gennaio: “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, di fatto si reintroduce il finanziamento pubblico ai partiti. Infatti, all&#8217;atto della dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche, ciascun contribuente può destinare una quota pari al 4 per mille dell&#8217;imposta sul reddito, al finanziamento dei movimenti e partiti politici, senza peraltro poter indicare a quale partito. La data per l’erogazione in favore dei partiti viene fissata entro il 31 gennaio di ciascun anno.</p>
<p>Per poterla applicare da subito, si inserisce una norma transitoria che consente di erogare le somme già a partire dal 1997 fissando il fondo, per l’anno in corso, in 82.633.000 euro e stabilendo che per gli anni successivi tale fondo è calcolato sulla base delle dichiarazioni dei contribuenti e che in ogni caso non può superare i 56.810.000 euro. Intanto per il 1997, dopo meno di un mese dall’approvazione della legge, i partiti incassano.</p>
<p>L’opinione pubblica, ancora una volta, riconferma la volontà espressa in occasione del referendum. Scarsissima è l’adesione a tale contribuzione volontaria al punto che, nel giugno 1999, viene emanata una nuova legge, la n. 157, che, ancora una volta, cela dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” un vero e proprio finanziamento pubblico, in quanto è solo un teorico rimborso elettorale, non avendo alcuna attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali.</p>
<p>Il fondo, o meglio i fondi perché ce ne sono ben 4 oltre a quello previsto per le consultazioni referendarie: uno per la Camera, uno per il Senato, uno per le elezioni al Parlamento europeo e uno per le elezioni regionali, è determinato in ragione di lire 4.000 per il numero degli iscritti nelle liste elettorali, che per le politiche vale a dire 101.950.000 euro per la Camera e 91.763.000 euro per il Senato per un totale complessivo di 193.713.000 euro. L’ammontare determinato in occasione del voto e ripartito fra le diverse liste in base ai risultati elettorali, viene erogato entro il 31 luglio di ciascun anno nella misura del 40% il primo anno e del 15% negli anni successivi. In caso di scioglimento anticipato della legislatura si interrompe l’erogazione, fatta eccezione per l’anno in corso.</p>
<p>Il 16 maggio 2001 si vota e i partiti iniziano a percepire (anche per le politiche, lo avevano già incassato per le europee anche se leggermente ridotto) questo cospicuo “rimborso elettorale”, ma evidentemente non è ancora abbastanza e il 26 luglio 2002, si emana la legge n. 156 che regolamenta nuovamente il rimborso elettorale. Il fondo è determinato in ragione di 1 euro per il numero degli iscritti nelle liste elettorali e il fondo diventa annuale, sopravvive tuttavia la norma che prevede l’interruzione dell’erogazione in caso di fine anticipata della legislatura rispetto alla naturale scadenza. In cinque anni di legislatura completa, il rimborso elettorale erogabile passa da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro.</p>
<p>Bel colpo, ma ahinoi non è ancora abbastanza!</p>
<p>Il 26 febbraio 2006, con la legge n. 51, <strong>approvata con voto bipartisan</strong>, si “corregge” quanto era probabilmente sfuggito nella legge precedente ed ecco che <strong>l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura indipendentemente dalla sua durata effettiva</strong>. E visto che ci si sono rimesse le mani, si provvede anche ad innalzare il tetto per l’obbligo di dichiarazione congiunta (tra erogante e ricevente) relative ai finanziamenti ricevuti dai politici, dai partiti o movimenti e loro articolazioni dai 6.613,99 euro del 2005 a 50.000 euro.</p>
<p><strong>Antonio Albanese &#8211; Liberté, impunité&#8230; elezioni anticipé</strong></p>
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<p>Con la finanziaria 2008 e i grandi impegni per la riduzione dei “costi della politica” passa soltanto la norma che riduce di appena il 10% le quote annuali, pertanto a partire da questo anno, in relazione ai rimborsi per le elezioni politiche, ciascun anno (e per ciascun turno elettorale) se ne incasseranno anziché 94 milioni, soltanto 85!!!!</p>
<p>Ora con lo scioglimento delle Camere, agli oltre 255 milioni ancora da erogare in relazione alla XV legislatura, si aggiungeranno gli altri 425 milioni relativi alla XVI legislatura.</p>
<p>I radicali – oltre al referendum del 1977 e a quello vinto del 1993 con il voto favorevole del 90,3% degli italiani che si sono espressi contro il finanziamento pubblico – ci hanno riprovato con un altro referendum nel 2000, ma Berlusconi fece l’appello a disertare le urne annunciando che a quelle riforme (c’erano anche il referendum elettorale e quelli sulla Giustizia) ci avrebbe pensato lui. E, infatti, ci pensò: anziché la riforma elettorale anglosassone regalò al Paese il “porcellum”, poi la citata modifica sui “borseggi elettorali” e, quanto alla giustizia, anziché la separazione delle carriere, la riforma del CSM e lo stop agli incarichi extragiudiziari, le sue Grandi Riforme si ridussero all’approvazione di leggine ad personam che oggi sembrano tornargli molto utili.</p>
<p>Contro la vergognosa rapina dei cosiddetti rimborsi elettorali e contro il metodo oligarchico, sempre più presente e asfissiante nel nostro sistema politico-istituzionale, giace alla Camera una proposta di legge volta ad introdurre quegli elementi minimi che possano garantire l’esercizio effettivo del metodo democratico all’interno dei partiti, il riconoscimento della personalità giuridica ai partiti politici stessi, l’istituzione ad hoc di una sezione, presso la Corte dei conti, per il controllo dei bilanci e la regolamentazione dei rimborsi elettorali.</p>
<p><strong>Anno Zero-Elezioni Truccate-La Grande Truffa</strong></p>
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<p><strong>Il bavaglio- protesta silenziosa nel 1978</strong> (sintesi)</p>
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<p>Dopo mesi di disinformazione totale sui referendum del 1978 (abrogazione della legge reale, del finanziamento pubblico ai partiti e per la legge sull&#8217;aborto) i radicali Mellini, Pannella, Bonino e Spadaccia si presentarono imbavagliati durante lo spazio a loro dedicato durante la Tribuna Referendum della Rai-Tv. 25 minuti (qui tagliati) imbavagliati, e conclusioni di Bonino e Pannella</p>
<p><strong>Cliccare </strong><a href="http://cronologia.leonardo.it/governi2.htm"><strong>quì per visualizzare un sito dove si rilevano tutte le &#8220;durate&#8221; dei vari Governi</strong></a></p>
<p><strong>TUTTOPRODI IN 10 MINUTI:<br />
LA VITTORIA, IL GOVERNO E LA CADUTA</p>
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<p></strong></p>
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