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	<title>Gastonemariotti.com &#187; eutanasia</title>
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		<title>Testamento biologico</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 07:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l&#8217;espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell&#8217;eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2236" href="http://gastonemariotti.com/2009/03/25/testamento-biologico/testamento_biologico/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2236" title="testamento_biologico" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/03/testamento_biologico.jpg" alt="testamento_biologico" width="445" height="336" /></a><br />
Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente <strong>testamento di vita</strong>, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l&#8217;espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell&#8217;eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.<br />
Non esistendo ancora in Italia una legge specifica sul <span id="more-2234"></span>testamento biologico, la formalizzazione per un cittadino italiano della propria espressione di volontà riguardo ai trattamenti sanitari che desidera accettare o rifiutare può variare da caso a caso, anche perché il testatore scrive cosa pensa in quel momento senza un preciso formato, spesso riferendosi ad argomenti eterogenei come donazione degli organi, cremazione, terapia del dolore, nutrizione artificiale e accanimento terapeutico, e non tutte le sue volontà potrebbero essere considerate bioeticamente e legalmente accettabili.<br />
Con l&#8217;occasione dell&#8217;esame in Parlamento delle proposte in materia di testamento biologico (ddl 10 e connessi), che è ripresa al Senato ieri, con votazione finale prevista il 26 marzo, il Servizio Studi del Senato &#8211; Ufficio ricerche sulle questioni del lavoro e della salute, ha curato un <strong>dossier</strong> sulla disciplina del testamento biologico in Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti. Per prendere visione del suddetto studio cliccare qui <a href="http://gastonemariotti.com/?attachment_id=2238">DOSSIER DEL SERVIZIO STUDI</a><br />
I lavori del Senato sopra richiamati riguardano in particolare il seguito della discussione generale e l&#8217;esame degli emendamenti relativi ai disegni di legge:<br />
(10) Ignazio MARINO ed altri. &#8211; Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l&#8217;accanimento terapeutico, nonchè in materia di cure palliative e di terapia del dolore.<br />
(51) TOMASSINI ed altri. &#8211; Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario.<br />
(136) PORETTI e PERDUCA. &#8211; Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari .<br />
(483) MASSIDDA. &#8211; Norme a tutela della dignità e delle volontà del morente.<br />
(800) MUSI ed altri. &#8211; Direttive anticipate di fine vita.<br />
(972) VERONESI. &#8211; Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di volontà.<br />
(994) BAIO ed altri. &#8211; Disposizioni in materia di dichiarazione anticipata di trattamento.<br />
(1095) RIZZI &#8211; Disposizioni a tutela della vita nella fase terminale.<br />
(1188) BIANCONI ed altri. &#8211; Norme per l’alleanza terapeutica, sul consenso informato e sulle cure palliative.<br />
(1323) D&#8217;ALIA e FOSSON. &#8211; Indicazioni anticipate di cura.<br />
<a rel="attachment wp-att-2237" href="http://gastonemariotti.com/2009/03/25/testamento-biologico/testamento-b/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2237" title="testamento-b" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/03/testamento-b.jpg" alt="testamento-b" width="448" height="336" /></a><br />
<strong>L&#8217;eutanasia non c&#8217;entra</strong><br />
Il primo dato di rilievo che emerge dall’analisi comparata delle diverse legislazioni è che, in tutti questi paesi, il riconoscimento giuridico del testamento biologico non ha spianato la strada  all’eutanasia. Anzi dal punto di vista normativo le due previsioni sono nettamente distinte: il testamento biologico trova sì fondamento nel principio di autodeterminazione, ma nella sua accezione di consenso informato, ovvero il paziente ha il diritto di scegliere tra cure alternative o di rifiutare una cura che non desidera. È bene sottolineare che il testamento biologico dà la stessa facoltà di decidere sulle cure del consenso informato e non amplia in alcun modo questo diritto in una direzione non consentita dalla normativa vigente e dai codici di deontologia medica. E nel corso dell&#8217;iter legislativo, in tutti questi paesi, la discussione non ha mai messo in connessione la validità del testamento biologico con la questione dell’eutanasia, ma l&#8217;ha piuttosto legata a quella dell’esercizio del diritto all’autodeterminazione nelle situazioni di sopravvenuta incapacità.<br />
<strong>Link utili</strong><br />
Associazione Luca Coscioni: <a href="http://www.lucacoscioni.it/">http://www.lucacoscioni.it/</a><br />
Dignitas: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dignitas">http://it.wikipedia.org/wiki/Dignitas</a><br />
Eutanasia: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eutanasia">http://it.wikipedia.org/wiki/Eutanasia</a><br />
Exit-Italia: <a href="http://www.exit-italia.it/index.htm">http://www.exit-italia.it/index.htm</a><br />
<strong>A3 NEWS Servizio testamento biologico</strong> 22-03-2009</p>
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<p><strong>Eutanasia: a voi la scelta</strong></p>
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</div>
<p><em>Come si può contestare il diritto di morire a un uomo che, per esempio, colpito dai primi sintomi dell&#8217;Alzhaimer e quindi ancora in grado di capire a cosa va incontro, si rifiuta di ridursi a un vegetale che non ricorda più nemmeno il proprio nome, non riesce ad andare da solo nella stanza da bagno e diventa, per la famiglia, per gli amici, per tutti, soltanto un peso materiale e uno strazio sentimentale?<br />
E cosa debbo pensare di una scienza che, per legge, si sente tenuta ad allungare questa agonia, perchè il suo dovere è &#8220;difendere la vita&#8221;?<br />
[...]<br />
La morte non mi fa paura perchè per un uomo come me, non illuminato dalle fede di cui sento dolorosamente la mancanza, la morte è la fine di tutto e io mi ci avvio senza speranza per il poco bene che credo di aver fatto, ma anche senza timore di castigo per quello che non ho fatto.<br />
[...]<br />
Ciò che mi fa paura sono le sofferenze che di solito preannunciano e accompaganano la morte. E per &#8220;sofferenze&#8221; intendo non soltanto e non tanto quelle fisiche che oggi ci sono mille modi di lenire, ma quelle morali che ti colpiscono nella dignità e te la tolgono. Un uomo che &#8220;dipende&#8221; dagli altri anche per le cose più quotidiane e banali, che uomo è? (Indro Montanelli)</em></p>
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		<title>Caso Englaro</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 07:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[accanimento terapeutico]]></category>
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		<description><![CDATA[La vita di Eluana Englaro, in stato vegetativo immodificato  dal 1992 (da quando ella riportò un trauma cranico-encefalico a seguito di incidente stradale), è appesa a un sondino che la alimenta e la disseta mentre con la recente sentenza del Tar della Lombardia si è giunti alla bellezza di ben dieci tra sentenze e ricorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1829" title="candela" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/01/candela.jpg" alt="candela" width="300" height="448" />La vita di <strong>Eluana Englaro</strong>, in stato vegetativo immodificato  dal 1992 (da quando ella riportò un trauma cranico-encefalico a seguito di incidente stradale), è appesa a un sondino che la alimenta e la disseta mentre con la recente sentenza del Tar della Lombardia si è giunti alla bellezza di <strong>ben dieci tra sentenze e ricorsi</strong> che non riescono mai a scrivere la parola fine.  Molto probabilmente neanche quest’ultimo verdetto emesso sarà decisivo per la sorte di Eluana e non mancherà di accendere nuove polemiche pro e contro. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso del padre Beppino Englaro e annullato il provvedimento con cui la Regione Lombardia aveva vietato a tutto il personale sanitario e alle strutture pubbliche e private del suo territorio di interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiali a Eluana. Secondo il Tar, infatti, “il diritto costituzionale di rifiutare le cure, come descritto dalla Suprema Corte, è un diritto di libertà assoluto, il cui dovere di rispetto si impone nei confronti di chiunque intrattenga con l’ammalato il rapporto di cura”. Con questa motivazione i giudici invitano quindi la Regione a indicare una struttura sanitaria “dotata di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi tali da renderla –confacente- agli interventi e alle prestazioni strumentali all’esercizio della libertà costituzionale di rifiutare le cure”. Il governatore Roberto Formigoni, però, non ha nessuna intenzione di subire la sentenza. Qualche ora dopo la pronuncia dei giudici amministrativi, ribatte: “È strabiliante che si pretenda di deliberare sulla vita e la morte di una persona con un atto amministrativo”. <strong>Voi di che opinione siete?</strong> <span id="more-1830"></span></p>
<p>Questo caso ha scatenato in Italia un grande dibattito sull&#8217;accanimento terapeutico e sull&#8217;eutanasia.<br />
<strong>Eluana Englaro &#8211; la lotta di un padre perchè venga rispettata la volontà della figlia</strong></p>
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<p><strong>Caso Englaro: Le nostre Eluane d&#8217;italia in stato vegetativo</strong></p>
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<p>E’ forte la tentazione di non entrare nella mischia e di attendere che in sedi proprie si metta un pò d’ordine nelle idee sinora in rotta di collisione. Il Parlamento deve poter dire la sua con una legge sul testamento biologico, la scienza deve poter chiarire se alimentazione e idratazione sono sempre sostegno vitale e non anche trattamento sanitario e talora accanimento terapeutico.<br />
Corte di Cassazione, Eluana Englaro, SENTENZA N. 21748 DEL 16/10/2007<br />
La Corte di Cassazione – escluso che l’idratazione e l’alimentazione artificiali con sondino nasogastrico costituiscano, in sé, oggettivamente una forma di accanimento terapeutico, pur essendo indubbiamente un trattamento sanitario – ha deciso che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzarne l’interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: <strong>a)</strong> la condizione di stato vegetativo del paziente sia apprezzata clinicamente come irreversibile, senza alcuna sia pur minima possibilità, secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, di recupero della coscienza e delle capacità di percezione; <strong>b)</strong> sia univocamente accertato, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, dalla sua personalità e dai convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che ne orientavano i comportamenti e le decisioni, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento. Ove l’uno o l’altro presupposto non sussista, deve essere negata l’autorizzazione, perché allora va data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa.<br />
<strong>Testo Completo: Sentenza n. 21748 del 16 ottobre 2007</strong> (Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore A. Giusti)<br />
Per la visualizzazione della massima e del testo integrale della sentenza cliccare: <a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/01/cassciv21748-07.pdf"><strong>cassciv21748-07</strong></a>.</p>
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		<title>&#8220;Uccidete mio fratello&#8221;</title>
		<link>http://gastonemariotti.com/2008/04/19/uccidete-mio-fratello/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 08:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caso Contrada]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[
La sorella di Bruno Contrada scrive al Giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Anna Contrada invoca la morte legale. L&#8217;iniezione letale, come per i condannati alla pena capitale. Da una parte la rivendicazione dell&#8217;onesta&#8217;, la correttezza, l&#8217;intransigenza. Dall&#8217;altra le accuse, la condanna. Inutile. Ecco perche&#8217; adesso la famiglia Contrada ritiene che l&#8217;eutanasia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/att_j.jpg" alt="att_j.jpg" height="387" width="517" /><br />
La sorella di Bruno Contrada scrive al Giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Anna Contrada invoca la morte legale. L&#8217;iniezione letale, come per i condannati alla pena capitale. Da una parte la rivendicazione dell&#8217;onesta&#8217;, la correttezza, l&#8217;intransigenza. Dall&#8217;altra le accuse, la condanna. Inutile. Ecco perche&#8217; adesso la famiglia Contrada ritiene che l&#8217;eutanasia sia l&#8217;unico strumento per risolvere le infinite sofferenze dell&#8217;ex Capo della Squadra mobile di Palermo. La macabra richiesta e&#8217; stata firmata dall&#8217;avvocato di Bruno Contrada, Giuseppe Lipera. Una copia e&#8217; stata spedita anche ai   <span id="more-821"></span>Presidenti emeriti della Repubblica, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. La premessa e&#8217; quasi una lettera di condoglianze. L&#8217; avvocato scrive infatti: &#8220;con immenso e profondo dolore presentiamo una formale istanza di eutanasia&#8221;. Bruno Contrada e&#8217; detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove sconta una condanna a 10 anni per concorso esterno alla mafia. Il differimento della pena, per gravissimi motivi di salute, e&#8217; stato bocciato piu&#8217; volte. Secondo medici e giudici le condizioni di salute dell&#8217; ex <img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/04/sfoho1.gif" alt="sfoho1.gif" height="281" width="267" /><br />
numero 2 del Sisde, i Servizi segreti civili, sono compatibili con la detenzione. Bruno<br />
Contrada come un &#8220;dead man walking&#8221;, che significa uomo morto che cammina, e che è l&#8217;espressione che usano i carcerieri americani verso i condannati a morte. E&#8217; stato girato anche un film con lo stesso titolo, Sean Penn come attore protagonista e la musica di Bruce Springsteen. Anna Contrada rifiuta di pensare che il fratello sia ridotto ad un &#8220;dead man walking&#8221;. &#8220;Ad un tramonto così amaro è sicuramente preferibile l&#8217;eutanasia, una dolce morte&#8221; ecco le parole della sorella. Ancora l&#8217;avvocato Lipera secondo cui &#8220;il caso Contrada dimostra come la Giustizia in Italia, in certi casi, possa diventare totalmente cieca, accanendosi su uno stanco e vecchio uomo, gravemente sofferente per l&#8217;età e per tante malattie indiscutibilmente accertate&#8221;.</p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/7WzpM63OGaE" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7WzpM63OGaE"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=7WzpM63OGaE">Download!</a></div>
</div>
<p>Un&#8217;istanza formale di eutanasia, è quella, quindi, presentata dal legale di Bruno Contrada, su mandato della sorella Anna. L&#8217;incredibile mossa è compiuta dall&#8217;avvocato Giuseppe Lipera &#8220;con immenso dolore&#8221;, si legge nell&#8217;istanza indirizzata al giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ai presidenti emeriti della Repubblica Cossiga e Ciampi e al magistrato di Sorveglianza. Una richiesta che &#8220;sembra assurda, ma a tutt&#8217;oggi si presenta come l&#8217;unica strada percorribile affinché &#8211; scrive ancora il difensore dell&#8217;ex 007 del Sisde che sta scontando 10 anni nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione mafiosa &#8211; possa mettere fine alle sue infinite pene, chiudendo con coraggio e con forza d&#8217;animo una intera vita vissuta all&#8217;insegna della intransigente onestà, della correttezza ed anche di quella giustizia che oggi gli viene costantemente negata, per ultimo dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli, che &#8220;continua insistentemente e ciecamente&#8221; a respingere le reiterate istanze di differimento pena o di detenzione domiciliare, &#8220;ritenendo, contrariamente a quanto sostenuto negli innumerevoli ed autorevoli pareri, espressi da insigni luminari della scienza medica, pubblici e privatati,<br />
lo stato di salute del Contrada compatibile con lo status detentionis&#8221;.<br />
Anna Contrada, conclude Lipera, &#8220;si rifiuta di continuare ad accettare che il proprio fratello sia ridotto un &#8220;dead man walking: Bruno è stanco di camminare per raggiungere una chimera chiamata giustizia&#8221;. &#8220;Non ce la faccio più. Al suo martirio, si aggiunge il mio. Perché tale è vedere mio fratello in uno stato di prostrazione cosi&#8217; terribile e insopportabile. A questo punto, se non vogliono scarcerarlo, è meglio che gli concedano di morire&#8221;. &#8220;Solo la morte &#8211; aggiunge &#8211; può liberarlo dalla tortura immotivata cui lo sottopongono.<br />
<strong> &#8220;PER LA PIENA RIABILITAZIONE DI BRUNO CONTRADA&#8221;</strong><br />
firma la petizione al link http://www.petitiononline.com/contrada/petition.html</p>
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		<title>Vivere o morire</title>
		<link>http://gastonemariotti.com/2008/02/15/vivere-o-morire/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 06:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gas-info]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>

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		<description><![CDATA[
La chirurgia fetale offre nuova speranza per malattie rare
Una procedura chirurgica sperimentale per trattare la spina bifida fu l’unica chance offerta a Trish e Mike Switzer per poter permettere a loro figlio di camminare come tutti gli altri bambini. Ma la chirugia fetale li pose davanti a un dilemma tragico: la loro amata figlia sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="407" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/02/aguilera-hellweg1999.jpg" alt="aguilera-hellweg1999.jpg" height="348" /><br />
La chirurgia fetale offre nuova speranza per malattie rare<br />
Una procedura chirurgica sperimentale per trattare la spina bifida fu l’unica chance offerta a Trish e Mike Switzer per poter permettere a loro figlio di camminare come tutti gli altri bambini. Ma la chirugia fetale li pose davanti a un dilemma tragico: la loro amata figlia sarebbe potuta morire prima ancora di nascere.<br />
Il fotografo Max Aguilera ha detto su questa foto: “Durante l’intervento di correzione della spia bifida effettuato sul feto di 21 settimane di vita, Samule (il feto) tirò fuori la sua manina dalla aperture causata dall’incisura chirurgica. Qundo il chirugo prese la mano il piccolo feto reagì stringendo il dito del dottore; in quel momento scattai questa foto.”<br />
“Come fotogiornalista il mio lavoro è quello di raccontare le storie attraverso le foto; questa esperienza ebbe un profondo effetto su di me e sono fiero di condividerla con voi.”<span id="more-538"></span></p>
<p>Dei 200.000 bambini nati in Olanda ogni anno, circa 1.000 muoiono nel primo anno di vita. Per circa 600 di questi neonati, il decesso e&#8217; preceduto da una decisione medica sul fine vita. Il dibattito sull&#8217;avvio o la continuazione del trattamento terapeutico nei neonati con gravi patologie costituisce uno degli aspetti piu&#8217; difficili della pratica pediatrica. Nonostante l&#8217;avanzamento tecnologico abbia messo a disposizione strumenti per affrontare le conseguenze di anomalie congenite e nascite premature, le decisioni che riguardano quando cominciare e quando sospendere il trattamento in casi specifici rimangono molto difficili da prendere. Ancora piu&#8217; difficili sono le decisioni che riguardano i neonati che soffrono di gravi disordini o deformita&#8217; associate al dolore che non puo&#8217; essere alleviato e per i quali non esiste alcuna speranza di miglioramento.<br />
La sofferenza e&#8217; una condizione soggettiva che non puo&#8217; essere misurata oggettivamente, sia negli adulti sia nei neonati. Ma accettiamo che un adulto possa indicare quando la sua sofferenza e&#8217; insopportabile. I neonati non possono esprimere i loro sentimenti tramite la parola, ma lo fanno tramite modi diversi di pianto, movimento, e reazione al nutrimento. La misurazione del dolore nei neonati, basata sui cambiamenti dei segni vitali (pressione sanguigna, battito cardiaco, e respirazione) e del comportamento, puo&#8217; essere impiegata per determinare il livello di disagio e di dolore. In Olanda l&#8217;eutanasia per persone capaci con piu&#8217; di 16 anni e&#8217; legale dal 1985. La domanda che dobbiamo porci e&#8217; se siano accettabili procedure che portano deliberatamente alla morte anche per i neonati ed i bambini, anche se questi non possono esprimere la loro volonta&#8217;. O dobbiamo mantenere in vita bambini con malattie associate a sofferenza acuta e continuata quando questa non puo&#8217; essere alleviata? <br />
Premesso che ho la massima stima ed il massimo rispetto per coloro i quali per motivi etici o religiosi sono contrari all’eutanasia, per sé e per i loro cari. Credo che l’amore e la difesa della vita ad ogni costo siano un bellissimo principio.<br />
Leggiamo comunque cosa è il Protocollo di Groningen.<br />
E’ un protocollo scientifico stilato da alcuni ricercatori dell’Ospedale di Groningen (Olanda) nel 2002 sulla spinta di un indirizzo di ricerca da anni presente nella letteratura internazionale e nazionale olandese, sul tema dell’eutanasia neonatale.<br />
I requisiti da soddisfare (tutti assieme) per procedere ad un’eventuale eutanasia neonatale erano i seguenti:<br />
1) La diagnosi e la prognosi devono essere certe<br />
2) Si deve essere in presenza di sofferenza insopportabile e disperata<br />
3) La diagnosi, la prognosi, e la sofferenza insopportabile devono essere confermate da almeno un medico indipendente<br />
4) Entrambi i genitori devono fornire il loro consenso informato<br />
5) La procedura deve essere eseguita secondo gli standard accettati dalla professione medica<br />
Inoltre si elencavano una serie di documenti scritti che dovevano essere allegati a ciascuna richiesta di eutanasia infantile (per esempio doveva essere descritto il modo in cui i genitori venivano informati della possibilità di procedere ad eutanasia e descritte le loro opinioni).<br />
Nel protocollo vengono descritti 3 gruppi di bambini con gravi patologie per i quali sarebbe possibile richiedere una forma attiva di eutanasia.<br />
Gruppo 1: sono neonati senza nessuna possibilità di sopravvivenza e che moriranno nonostante le migliori cure che possano venir effettuate. Un esempio di questi bambini sono quelli che hanno una ipoplasia del polmone, ovvero polmoni non sufficientemente sviluppati per garantire loro il respiro. Questi bambini moriranno immediatamente dopo essere stati staccati dal respiratore meccanico.<br />
Gruppo 2: bambini che potenzialmente potrebbero sopravvivere anche dopo il trattamento intensivo ma con disturbi gravissimi a causa di malformazioni congenite gravi del sistema nervoso (oloprosencefalia)  e non, o lesioni acquisite, come una sofferenza neonatale con asfissia  o  gravi emorragie intracraniche (cosiddette emorragie ventricolari massive dei prematuri).<br />
Gruppo 3:  bambini che sopravvivono ad un periodo di cura intensiva ma che hanno una patologia irreversibile dal punto di vista neurologico o a causa di gravi malformazioni (come casi estremi di spina bifida, epidermolisi bollosa) o a causa degli esiti di una grave ipossia (insufficiente apporto di ossigeno al cervello). Alcuni di questi bambini soffrono in modo indicibile a causa della loro patologia e tale sofferenza non può essere alleviata con i normali farmaci a  disposizione.<br />
Per ultimo ci sono i bambini con prognosi disperata che vivono quello che i genitori e gli esperti di medicina considerano una sofferenza insopportabile. Anche se e&#8217; difficile definirlo in astratto, questo gruppo include i pazienti che non sono dipendenti da terapia intensiva ma per i quali e&#8217; prevista una pessima qualita&#8217; della vita associata a continua sofferenza. Per esempio, un bambino affetto dalla piu&#8217; grave manifestazione di spina bifida avra&#8217; una qualita&#8217; della vita estremamente bassa, anche dopo molte operazioni. Questo gruppo include anche bambini che sono sopravvissuti grazie alla terapia intensiva ma per i quali e&#8217; chiaro che dopo il completamento delle cure intensive la qualita&#8217; della vita sara&#8217; misera e non vi e&#8217; alcuna speranza di miglioramento.</p>
<p><strong>Il movimento di Ferrara: ecco il simbolo</strong><br />
<img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/02/pop_aborto.gif" alt="pop_aborto.gif" /><br />
Un applauso si è levato dal pubblico quando Giuliano Ferrara è entrato all&#8217;interno del teatro dal Verme .&#8221;L&#8217;aborto è un omicidio, è la soppressione di una vita umana&#8221; ha chiosato Giuliano Ferrara durante la presentazione della moratoria sull&#8217;aborto.<br />
&#8220;La moratoria non è una proposta di ripristino della persecuzione penale di chi si fa titolare di una decisione abortiva, non è nemmeno la criminalizzazione delle coscienze di chi si fa titolare della decisione e dell&#8217;esecuzione dell&#8217;aborto, la moratoria è una scelta, una scelta impegnativa, di valore sociale, ma pur sempre una scelta&#8221; ha proseguito Ferrara.<br />
&#8220;La moratoria è una scelta non una persecuzione penale nei confronti di chi decide di abortire&#8221;. Giuliano Ferrara ha spiegato le ragioni del sì ad una moratoria sull&#8217;aborto durante un incontro al Teatro Dal Verme alla quale hanno partecipato anche il coordinatore di Forza Italia, Franco Bondi e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Ferrara ha parlato per oltre un&#8217;ora ad una platea gremita che più volte l&#8217;ha interrotto con applausi ma anche con fischi provenienti da numerosi gruppi di donne che sono state poi allontanate.<br />
Il direttore de &#8216;Il Foglio&#8217;, che ha lanciato la proposta dalle pagine del suo giornale, ha sottolineato che la moratoria è &#8220;uno strumento, una cosa concreta&#8221;. E ha letto la lettera inviata al segretario generale dell&#8217;Onu. &#8220;Gli aborti sono 50milioni all&#8217;anno &#8211; ha detto Ferrara &#8211; in Cina c&#8217;è il rischio degli aborti clandestini, in India vengono eliminate milioni di bambine, in Corea del Nord c&#8217;è l&#8217;aborto selettivo per eliminare ogni disabilità&#8221;. Per tutti questi motivi &#8220;sottoponiamo una richiesta di moratoria &#8211; ha spiegato Ferrara &#8211; per modificare l&#8217;art. 3 della dichiarazione universale. Chiediamo ai capi di Governo che si esprimano a favore di un emendamento, bisogna aggiungere: la vita va tutetata dal concepimento fino alla morte naturale&#8221;.</p>
<p>Parola di Paola Binetti &#8211; &#8220;VELTRONI E&#8217; UN TEODEM COME ME&#8221;<br />
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