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	<title>Gastonemariotti.com &#187; iran</title>
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		<title>Neda è morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi che viviamo con gli occhi chiusi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Neda Agha-Soltan (1982 – June 20, 2009). Guardate gli occhi della ragazza nell&#8217;immagine. Ci dicono addio. E&#8217; stata appena colpita a morte dalla polizia iraniana, ma le dittature non possono nulla contro un popolo informato.  Su Youtube è stato pubblicato un filmato con la morte di una ragazza colpita dalle milizie Basaji (nella foto un frame). Un video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/mort.jpg"><img class="size-medium wp-image-2737   alignleft" title="mort" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/mort-300x210.jpg" alt="mort" width="369" height="258" /></a></p>
<p>Neda Agha-Soltan (1982 – June 20, 2009). Guardate gli occhi della ragazza nell&#8217;immagine. Ci dicono addio. E&#8217; stata appena colpita a morte dalla polizia iraniana, ma le dittature non possono nulla contro un popolo informato.  Su Youtube è stato pubblicato un filmato con la morte di una ragazza colpita dalle milizie Basaji (nella foto un frame). Un video atroce: la giovane, poco più che ventenne, è stesa a terra in una pozza di sangue e alcune persone provano a praticarle invano un massaggio cardiaco. Secondo i blogger, la ragazza è una delle tante (un numero imprecisato) vittime che assieme ai quasi 500 arresti ha caratterizzato le giornate di proteste per le vie di Teheran. &#8220;Ridateci il nostro voto&#8221; e &#8220;Marg bar diktator, marg bar diktator!&#8221; (Morte al dittatore) hanno gridato i giovani che manifestavano.<span id="more-2736"></span><br />
<strong>Neda è morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi che viviamo con gli occhi chiusi</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/neda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2748" title="neda" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/neda.jpg" alt="neda" width="310" height="456" /></a><br />
<strong>khordad 88 &#8211; nameye akhar ghomeyshi</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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</div>
<p><strong>A letter to the people of Iran</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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</div>
<p>Fate girare questi video, lo si deve ai milioni di giovani iraniani scesi in piazza, sfidando tutto e tutti, mettendo a rischio la propria vita pur di riguadagnare la libertà, il diritto a contare qualcosa. Gente che sfida qualcosa di gigantesco, di subdolo, con l’unico obiettivo di riguadagnare una dignità negata dalla ancestrale teocrazia degli ayatollah. Gli Stati Uniti non possono girarsi dall’altra parte. Il governo iraniano deve capire che il mondo sta guardando. Rivolgiamo un appello al governo iraniano di fermare tutte le azioni ingiuste e violente contro il suo proprio popolo. I diritti universali di di libertà di espressione e di associazione devono essere rispettati.</p>
<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/iran1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2745" title="iran" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/iran1.jpg" alt="iran" width="204" height="448" /></a><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/iran.jpg"></a></p>
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		<title>Iran: speranza in frantumi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 11:07:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Infrante le speranze riformiste dell&#8217;Iran, le urne iraniane, invece di avvicinare una prospettiva di pace, l’hanno allontanata (un bel dilemma per Obama, dialogo o no?). L&#8217;esito delle elezioni in Iran, hanno visto la conferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica, e gli scontri a Teheran tra i supporter del candidato moderato sconfitto, Mir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/Teheran.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2676" title="Teheran" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/Teheran-300x216.jpg" alt="Teheran" width="327" height="238" /></a></p>
<p>Infrante le speranze riformiste dell&#8217;Iran, le urne iraniane, invece di avvicinare una prospettiva di pace, l’hanno allontanata (un bel dilemma per Obama, dialogo o no?). L&#8217;esito delle elezioni in Iran, hanno visto la conferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica, e gli scontri a Teheran tra i supporter del candidato moderato sconfitto, Mir Hossein Mousavi, e la polizia. Rivolte e violenze (con  sembra quattro morti) sono proseguite per tutto il week end: l&#8217;opposizione contesta la vittoria del presidente uscente, denunciando brogli elettorali.<br />
Da Teheran giungono notizie ed immagini di manifestazioni di piazza, di gente che non ha più paura dei manganelli dei Guardiani della Rivoluzione. Le Università danno segni di stanchezza verso il trentennale dispotismo teocratico, sempre più gente ha il coraggio di mostrare il proprio schifo per l’elite che governa il Paese. <span id="more-2674"></span><br />
Quali seguiti avrà in Iran la protesta delle popolazioni urbane meno diseredate? Cosa resterà della stagione libertaria che la società iraniana ha conosciuto durante la campagna elettorale? Fino a che punto l’uomo forte <strong>Alì Khamenei</strong> vorrà tener a freno Ahmadinejad e imporgli una linea diversa?<br />
<strong>Corriere della Sera TV</strong></p>
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		<title>Bene le elezioni in Libano e ora attendiamo il risultato di quelle iraniane</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:00:06 +0000</pubDate>
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Libano in festa dopo le elezioni politiche di domenica scorsa. Hezbollah sconfitta, vince il fronte filo-occidentale &#8220;14 marzo&#8221; (dal giorno della rivolta antisiriana seguita all&#8217;omicidio di Rafik Hariri), di cui fanno parte Saad Hariri, figlio dell&#8217;ex premier e leader della corrente sunnita, i drusi di Walid Jumblatt ed i cattolico-maroniti di Amin Gemayel, guida delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/bandiera-libano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2641" title="bandiera-libano" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2009/06/bandiera-libano.jpg" alt="bandiera-libano" width="448" height="282" /></a></p>
<p>Libano in festa dopo le elezioni politiche di domenica scorsa. Hezbollah sconfitta, vince il fronte filo-occidentale &#8220;14 marzo&#8221; (dal giorno della rivolta antisiriana seguita all&#8217;omicidio di Rafik Hariri), di cui fanno parte Saad Hariri, figlio dell&#8217;ex premier e leader della corrente sunnita, i drusi di Walid Jumblatt ed i cattolico-maroniti di Amin Gemayel, guida delle Falangi Libanesi, e di Samir Geaqea, leader delle Forze Libanesi, che ha conquistato 68 dei 128 seggi in Parlamento. Pesante la sconfitta della coalizione che fa capo ad Hezbollah, sostenuta da Siria e Iran e della quale fanno parte anche il movimento shiita, il movimento di Amal e il gruppo guidato dall&#8217;ex generale cristiano Michel Aoun.<br />
La prima sconfitta per Ahmadinejad aspettando le elezioni iraniane. Pur confermandosi la prima forza musulmana nel Paese, il &#8221;Partito di Allah&#8221; fondato da Khomeini esce sconfitto dalle urne del Paese dei Cedri.<span id="more-2640"></span><br />
L’Iran, intanto, sta andando verso le elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 12 giugno. Le speranze di vittoria degli avversari di Ahmadinejad si scontrano contro un ostacolo significativo: la loro divisione. Sembra probabile che nessun candidato riuscirà ad ottenere la maggioranza necessaria al primo turno, rendendo così necessario il ricorso al ballottaggio tra Ahmadinejad e Moussavi.<br />
<strong>Iran election debate on TV: Mousavi, Ahmadinejad &#8211; 09 Jun 09</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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</div>
<p><strong>Mousavi in Hamedan, Islamshahr, Ardebil &amp; Tabriz<br />
</strong>
<div class="wpv_videoc">
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		<title>Israele bombarderà i siti nucleari dell&#8217;Iran entro il 2009?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 08:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;Iran è in grado di colpire Israele con missili, in caso di attacco ai suoi siti nucleari. Secondo il generale Mohammad Alavi, comandante delle operazioni dell&#8217;Aeronautica, che parla di piani corretti e precisi, Israele, è alla portata dei missili balistici iraniani. Alavi ha aggiunto che il sistema anti-missilistico e contraereo della Repubblica islamica le consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/09/atomica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1189" title="atomica" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/09/atomica.jpg" alt="" width="465" height="443" /></a><br />
L&#8217;Iran è in grado di colpire Israele con missili, in caso di attacco ai suoi siti nucleari. Secondo il generale Mohammad Alavi, comandante delle operazioni dell&#8217;Aeronautica, che parla di piani corretti e precisi, Israele, è alla portata dei missili balistici iraniani. Alavi ha aggiunto che il sistema anti-missilistico e contraereo della Repubblica islamica le consente di difendersi dai missili da crociera, oltre che di abbattere il 30 per cento di velivoli nemici che dovessero attaccare il suo territorio.<br />
L&#8217;Onu dice che entro due anni l&#8217;Iran avrà l&#8217;atomica, Israele sarà costretto a intervenire e il mondo fa finta di non vedere che ci troviamo a un passo da una nuova catastrofe planetaria.</p>
<p><span id="more-1188"></span>Voglio sperare che comunque l&#8217;eventuale attacco non venga portato prima delle prossime elezioni presidenziali in Iran fissate per giugno 2009 il 12 giugno del 2009. &#8220;Questa è la data scelta per il voto presidenziale&#8221; ha dichiarato il direttore per le elezioni del ministero degli Interni, Ali Asghar Sharifirad. Si tratta delle decime elezioni in Iran dalla Rivoluzione islamica del 1979. L&#8217;attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad, che ha vinto le scorse elezioni nel 2005, si candiderà per un secondo mandato, come prevede la legge. Per notizie aggiornate <strong>cliccare qui </strong><a href="http://www.debka.com/index1.php"><strong>http://www.debka.com/index1.php</strong></a><strong>;</strong> Debka è un autorevole sito internet che riporta informazioni d&#8217;intelligence, soprattutto israeliana.<br />
<strong>Will Israel Bomb Iran? :: [Part 1 of 4]</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/w0tDmkOCnbg" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w0tDmkOCnbg"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=w0tDmkOCnbg">Download!</a></div>
</div>
<p>Liberamente tratto dal sito di Magdi Cristiano Allam (<a href="http://www.magdiallam.it./">http://www.magdiallam.it./</a>):<br />
&#8220;Nel suo più recente rapporto l’Aiea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, attesta che l’Iran prosegue indefessa nella produzione della bomba atomica e che il traguardo potrebbe essere raggiunto entro due anni. Stiamo parlando di un regime nazi-islamico che, per bocca del suo presidente Ahmadinejad, ha reiterato la volontà di annientare fisicamente Israele. Va da se che Israele mai e poi mai potrà permettere che l’Iran disponga della bomba atomica, nella consapevolezza che ciò si tradurrebbe nella sua fine e nel nuovo Olocausto del popolo ebraico. Ecco perché Israele non ha scelta: è costretto a colpire le centrali nucleari iraniane appena possibile.&#8221;.<br />
<strong>Nuclear First Strike on Iran? Israel&#8217;s Options, Time is Running Out</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/XnbbIU_6aMc" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XnbbIU_6aMc"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=XnbbIU_6aMc">Download!</a></div>
</div>
<p>E’ la stessa Aiea a suonare l’allarme in un rapporto reso noto lunedì 15 settembre c.a.: “Contrariamente alle richieste del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’Iran non ha sospeso l’arricchimento dell’uranio e le attività correlate”. Si specifica che l’Iran ha già installato 3.820 centrifughe per l’arricchimento dell’uranio ed altre 2.000 sono in fase di installazione. L’Onu denuncia, al paragrafo 17, punto D del rapporto, che l’Iran ha condotto un esperimento su “cariche esplosive emisferiche con l’assistenza di esperti stranieri”. E’ stato accertato che l’Iran dispone già di 480 chili di uranio impoverito e che, disponendo di altri 1.700 chili, potrebbe arricchirlo e costruire l’arma atomica. Una fonte dell’Onu ha ammesso che l’Iran è in grado di avere la bomba atomica in due anni. Chiarendo che a causa della mancanza di collaborazione dell’Iran, l’inchiesta dell’Onu “è arrivata un punto morto”, rafforzando la tesi sulla finalità militare del nucleare iraniano.<br />
<strong>Iranian President Ahmadinejad at United Nations 2008</strong></p>
<div class="wpv_videoc">
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<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/0Tm8z3KVK3E" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0Tm8z3KVK3E"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
<div class="wpv_download"><a target="_blank" href="http://downthisvideo.com/?url=http://www.youtube.com/watch?v=0Tm8z3KVK3E">Download!</a></div>
</div>
<p>Dal canto suo Israele ha intensificato la sua preparazione militare. Il Pentagono ha annunciato, lo scorso 12 settembre, la vendita ad Israele di 1.000 bombe Gbu 39, del valore di circa 77 milioni di dollari. Si tratta di bombe intelligenti che, pur pesando solo 113 chili, sono in grado di penetrare i più protetti bunker sotterranei avendo la stessa efficacia di una bomba da una tonnellata con un sistema di guida che garantisce un raggio d’errore non superiore agli 8 metri. Si sa che le centrali nucleari iraniane sono state costruite in profondità.<br />
Le Nazioni Unite ostentano neutralità, impiegando alternativamente più carota che bastone con il regime nazi-islamico iraniano, pur di non irritare nessuno all’interno di un consesso mondiale che sopravvive all’insegna del “volemose bene”, tentando di far coesistere tutto e il contrario di tutto.<br />
Gli Stati Uniti d’America sono paralizzati tra l’impotenza dell’amministrazione Bush che è riuscita a recuperare in extremis una qualche credibilità in Iraq grazie alla sostanziale sconfitta di Al Qaeda, ma si è ritrovata subito in difficoltà in Afghanistan e in Pakistan dove la centrale del terrorismo islamico globalizzato ha mobilitato le sue forze, e tra le imminenti elezioni presidenziali di novembre che potrebbero, con l’eventuale vittoria di Barack Obama, accelerare la crisi del mondo unipolare emerso all’indomani del crollo del Muro di Berlino e mettere in moto una deflagrazione multipolare dalle conseguenze imprevedibili.<br />
L’Europa dà spettacolo di funambolismo per inseguire gli appetiti implacabili del dio denaro a cui si prostra un colosso di materialità dai piedi d’argilla che ha rinnegato e perso la sua spiritualità, tentando disperatamente di salvaguardare quel che resta di moralità in una civiltà in inesorabile declino.<br />
Il resto del mondo persegue, ciascuno per proprio conto, i rispettivi interessi in un contesto in cui prevalgono il caos economico e l’incertezza politica, al punto da favorire la sottovalutazione o la strumentalizzazione del conflitto israelo-iraniano per influenzare arbitrariamente l’opinione pubblica.<br />
In generale si fa finta di non vedere e di non capire la reale portata di un conflitto che potrebbe far deflagrare la terza guerra mondiale, dal momento che nel mirino ci sono delle centrali nucleari e che non si può del tutto escludere l’uso diretto della bomba atomica. Molti in cuor loro auspicano che Israele faccia da sola il “gioco sporco”, riservandosi la possibilità di condannarlo pubblicamente, pur condividendo pienamente l’obiettivo di eliminare la minaccia di un regime islamico fanatico sul piano ideologico, autoritario sul piano interno e bellicoso sul piano internazionale. Questo è certamente il caso dei ricchi paesi petroliferi arabi dirimpettai dell’Iran nel Golfo Persico, che sono consapevoli che il regime degli ayatollah rappresenta la principale minaccia alla loro sicurezza e stabilità, ma mai e poi mai potranno schierarsi pubblicamente dalla parte di Israele.<br />
Ma noi, uomini e donne liberi e di buona volontà che non siamo succubi di nessuno e di alcunché, non possiamo continuare a restare silenti e inerti. Perché in questo caso il silenzio equivale alla connivenza e l’inerzia equivale alla complicità. Quando in gioco c’è l’affermazione e la difesa del valore fondante della nostra umanità, della dignità della persona, dei diritti e doveri, della libertà di scelta, del bene comune e dell’interesse generale e della salvaguardia del diritto all’esistenza di Israele. Impegniamoci con tutti gli strumenti umani e civili di cui disponiamo. Documentiamoci seriamente per conoscere e diffondere la verità che corrisponde alla corretta rappresentazione della realtà, senza mistificazione e strumentalizzazione ideologica. Eleviamo la nostra voce contro i nuovi nazisti islamici che vorrebbero imporci la tirannide e l’oscurantismo. Denunciamo e ribelliamoci alla pavidità, all’ingenuità, al buonismo e alla collusione ideologica di un’Europa serva del dio denaro.</p>
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		<title>Pena di morte: Paesi boia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 13:55:20 +0000</pubDate>
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Maxi-esecuzione collettiva in Iran: 29 detenuti, condannati per reati che andavano dal traffico di droga all&#8217;omicidio, sono stati impiccati nel penitenziario di Evin, a Teheran. Lo hanno riferito i mass media statali, citando fonti governative. Difficile sapere comunque quali storie ci siano davvero alle spalle di quelle esecuzioni che ieri, nel mondo, hanno suscitato solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/48.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-995" title="48" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/48.jpg" alt="" width="319" height="323" /></a><br />
<strong>Maxi-esecuzione collettiva in Iran</strong>: 29 detenuti, condannati per reati che andavano dal traffico di droga all&#8217;omicidio, sono stati impiccati nel penitenziario di Evin, a Teheran. Lo hanno riferito i mass media statali, citando fonti governative. Difficile sapere comunque quali storie ci siano davvero alle spalle di quelle esecuzioni che ieri, nel mondo, hanno suscitato solo poche reazioni. E se non ci sono reazioni nel mondo forse è perché è estate e siamo nel week end; ancor più perché l’Iran non è visto come un problema: il governo italiano tace, come tacciono i governi europei perché Teheran ci fornisce petrolio.  Per numero di condanne a morte la Repubblica Islamica è al secondo posto nel mondo, dopo la sola Cina. <span id="more-994"></span><a href="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/imp3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-997" title="imp3" src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/07/imp3.jpg" alt="" width="410" height="600" /></a>In Iran la pena di morte è prevista per omicidio, adulterio, stupro, omosessualità, pratiche non sessuali ma erotiche tra uomini per 4 volte, bacio con lussuria in pubblico per 4 volte, reati legati alla prostituzione, reati legati alla droga, blasfemia, apostasia dall&#8217;Islam, estorsione, corruzione, contrabbando d&#8217;arte, terrorismo, consumo di alcool per 3 volte, rapina a mano armata, atti incompatibili con la castità, pornografia e teppismo. I metodi di esecuzione sono impiccagione e fucilazione e lapidazione. Quest&#8217;ultima è stata proibita nel 2003.<br />
Secondo il codice penale i maschi sopra i 15 anni e le femmine sopra i 9 possono essere giustiziati.<br />
Per ulteriori informazioni sulla pena di morte in Iran e nel mondo ecco il sito dell’associazione <a href="www.nessunotocchicaino.it?phpMyAdmin=17e2e6a43a5a769848a4d1dbb1b80e1e"><strong>“Nessuno Tocchi Caino”</strong>:cliccare qui </a></p>
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		<title>Abbiamo fame di libertà</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 06:02:19 +0000</pubDate>
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Mahmud Ahmadinejad (محمود احمدی‌نژاد) (Arādān, 28 ottobre 1956) è un politico iraniano, sesto e attuale Presidente della Repubblica islamica dell&#8217;Iran dal 3 agosto 2005.
Il presidente iraniano Ahmadinejad continua nella sua opera di minaccia nei confronti di Israele. Alla vigilia della sua partenza per Roma il capo del Governo iraniano ha detto, in un&#8217;occasione pubblica a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gastonemariotti.com/wp-content/uploads/2008/06/att_.jpg" alt="att_.jpg" height="329" width="438" /><br />
Mahmud Ahmadinejad (محمود احمدی‌نژاد) (Arādān, 28 ottobre 1956) è un politico iraniano, sesto e attuale Presidente della Repubblica islamica dell&#8217;Iran dal 3 agosto 2005.<br />
Il presidente iraniano Ahmadinejad continua nella sua opera di minaccia nei confronti di Israele. Alla vigilia della sua partenza per Roma il capo del Governo iraniano ha detto, in un&#8217;occasione pubblica a Teheran, che lo Stato ebraico «verrà presto eliminato dalle carte geografiche». «Il regime sionista criminale e terrorista, che ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini &#8211; ha affermato Ahmadinejad, citato dall&#8217;agenzia Irna &#8211; è alla fine e verrà presto cancellato dalle carte geografiche». <span id="more-911"></span><br />
<strong>The clock is ticking for Israel</strong></p>
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<p>In occasione del vertice mondiale della Fao sulla fame nel mondo, che si tiene a Roma dal 3 al 5 giugno, sarà presente anche il Presidente della teocrazia fondamentalista iraniana, Ahmadinejad. Per questo si è costituito in queste ore un Comitato composto da verie Associazioni, tra le altre quelle della galassia radicale, che hanno elaborato il testo dell&#8217;Appello &#8216;Abbiamo fame di Libertà&#8217;, di seguito riportato.<br />
<strong>&#8220;ABBIAMO FAME DI LIBERTA&#8217;&#8221;</strong><br />
La presenza del Presidente della Repubblica islamica dell&#8217;Iran, Ahmadinejad, proprio nell&#8217;ambito del vertice FAO che affronta il dramma della fame nel mondo, simboleggia la devastante contraddizione tra la violenza dei Governi totalitari e i loro proclami demagogici a favore dei popoli imponendoci inderogabilmente di denunciare la sistematica violazione dei diritti umani dei cittadini iraniani.<br />
Da quasi trent&#8217;anni la politica dei governi di Teheran nega i diritti delle minoranze religiose, delle donne, degli omosessuali, delle minoranze etniche, delle associazioni studentesche come di chiunque non condivida le politiche del regime. Costantemente sono negati i diritti cardine della democrazia, si impedisce la libertà d&#8217;espressione e nessuno spazio è concesso alla libertà di stampa. In Iran si susseguono esecuzioni capitali nei confronti di dissidenti politici, oppositori delle repressioni, studenti, giovani omosessuali.<br />
Questa politica repressiva e la retorica dell&#8217;odio del Presidente Ahmadinejad, che proclama la volontà di distruggere lo Stato di Israele  e insiste nel negare la tragedia della Shoa, dovrebbero suggerire alla Comunità internazionale un diverso profilo nei rapporti diplomatici con l&#8217;Iran.<br />
Il Governo iraniano  provoca ed alimenta l&#8217;instabilità dell&#8217;intera Regione mediorientale,  sostiene ed arma  i gruppi terroristici,  e non ha ancora chiarito alla comunità internazionale gli obiettivi del suo programma nucleare.<br />
Vogliamo, pertanto, richiamare tutti gli Stati aderenti all&#8217;ONU alla consapevolezza che non esistono soluzioni realmente efficaci al dramma alimentare in assenza di libertà e democrazia. La lotta alla fame nel mondo si deve e si può accompagnare alla lotta contro le dittature, contro le violenze, le violazioni dei diritti umani e contro i terrorismi.<br />
Nel momento in cui il mondo si prepara a parlare di sicurezza e di risorse alimentari, dobbiamo avere la consapevolezza che la democrazia (civile, sociale, politica ed economica) è la soluzione alla tragedia della fame.</p>
<p><strong>Il Papa non incontrerà Ahmadinejad: ha vinto la coerenza con i nostri valori e con i legittimi interessi di lungo termine</strong><br />
Ma l&#8217;Occidente sbaglia continuando a immaginare che sarebbe possibile isolare il presidente nazi-islamico per continuare a fare affari con il regime teocratico che rappresenta la principale minaccia alla sicurezza mondiale<br />
autore: Magdi Cristiano Allam (Corriere della Sera,1-6-08)<br />
C’era una sola via d’uscita onesta e onorevole al profondo imbarazzo dell’Italia e del Vaticano alle richieste d’incontro avanzate dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che arriverà a Roma su invito della Fao per la Conferenza internazionale sulla sicurezza alimentare che si terrà dal 3 al 5 giugno: non incontrarlo, coerentemente con quei valori assoluti, universali e trascendenti che sostanziano l’essenza della nostra umanità e che sono il fondamento della civiltà occidentale, nonché a salvaguardia di legittimi interessi nazionali e internazionali nel lungo termine. Bene hanno dunque fatto il papa Benedetto XVI e il premier Berlusconi.<br />
E’ necessario guardare in faccia alla realtà di Ahmadinejad, che non è affatto un corpo estraneo o una scheggia impazzita del regime teocratico sciita, bensì parte integrante ed espressione autentica e legittimata dal voto popolare di una dittatura in cui la “Guida spirituale”, l’ayatollah Ali Khamenei, incarna i massimi poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Così come bisogna prendere atto che si tratta di una pia illusione, o meglio di una sfacciata ipocrisia, immaginare che si possa mantenere le distanze dalla persona di Ahmadinejad e contemporaneamente intensificare i rapporti economici e commerciali con l’Iran, considerando questo comportamento come dignitoso sul piano etico e pragmatico sul piano dell’interesse nazionale. Ebbene non è affatto così. Un simile atteggiamento è, da un lato, lesivo dei diritti fondamentali della persona e dei valori non negoziabili e, dall’altro, realizza tutt’al più l’interesse di breve termine di singole aziende, mentre complessivamente si traduce in un sostegno fattuale al regime che oggi rappresenta la principale minaccia alla sicurezza e alla stabilità internazionale.<br />
Ecco perché noi abbiamo il diritto e il dovere di esigere da Ahmadinejad, quale condizione preliminare per stringergli la mano, che assuma formalmente una posizione congrua con i diritti inalienabili e i valori inviolabili, rassicurando il mondo intero che non intende essere un pericolo per l’insieme dell’umanità, cominciando ad ottemperare alle risoluzioni dell’Onu che ingiungono all’Iran di sospendere l’attività di arricchimento dell’uranio nella consapevolezza che sta perseguendo la costruzione della bomba atomica; dichiarando pubblicamente il rispetto della sacralità della vita, a cominciare dal riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza e dalla condanna del terrorismo suicida ed omicida di Hamas, della Jihad Islamica, del Hezbollah e di Moqtada Al Sadr sostenuti e finanziati dall’Iran stesso; rispettando la libertà religiosa degli iraniani cessando la persecuzione dei cristiani e dei bahai e la condanna a morte dei musulmani che si convertono ad un’altra fede; rispettando la dignità della persona ponendo fine agli arresti, all’impiccagione e alla lapidazione degli omosessuali.<br />
Immagino che molti di voi sorrideranno perché è del tutto evidente che Ahmadinejad non riconoscerà mai il diritto alla vita di Israele, non rinnegherà mai il terrorismo islamico, non rispetterà mai la libertà di fede e i diritti individuali degli omosessuali. Ma c’è poco da sorridere quando, dalla constatazione tragica dell’irremovibilità di Ahmadinejad su questioni cruciali che mettono a repentaglio la sorte del mondo intero, non pochi in Occidente e altrove s’illudono che scendere a patti con un regime che rappresenta il nuovo nazismo islamico, corrisponda a una scelta di realismo per mantenere, costi quel che costi, il filo del dialogo nella speranza che dopo Ahmadinejad qualcun altro possa apportare un cambiamento di fondo. Si evoca con nostalgia l’ex presidente Khatami, dimenticando che lui stesso, dopo due mandati con un amplissimo sostegno popolare, ammise il totale fallimento del tentativo di riformare dall’interno la teocrazia. Proprio l’esperienza di Khatami, che è un religioso, conferma che il regime degli ayatollah non è riformabile pena la sua dissoluzione. Si evoca con speranza il neo-presidente del Majlis, il parlamento iraniano, Ali Larijani, rimuovendo fin troppo rapidamente il fatto che anch’egli ha fallito quale negoziatore sulla crisi del nucleare perché le sue posizioni, al di là dei toni più pacati, sono simili a quelle di Ahmadinejad. Ebbene nell’attesa che un qualche evento imprevedibile possa portare ad un autentico cambiamento interno iraniano, ciò che dobbiamo fare per prevenire che i nuovi nazisti islamici minaccino il mondo intero è mostrare fermezza nella difesa dei nostri valori e dei nostri interessi.</p>
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