La monaca tibetana


Solidarietà con il popolo tibetano dopo la drammatica vicenda dei monaci e monache buddiste che, in queste ultime settimane, si sono suicidate dandosi fuoco per denunciare, nel modo più estremo,  la  violazione dei diritti umani, gli arresti e le detenzioni, le torture e gli aborti forzati, insomma la drammatica condizione di vita imposta dalla repressione cinese.  Read more »

Siamo tutti tibetani: free Tibet, free China

bandiera_tibet 50° anniversario della fuga dal Tibet occupato del Dalai Lama e di circa 100.000 tibetani, avvenuto il 10 marzo 1959 in occasione della rivolta di Lhasa repressa nel sangue dalle guardie rosse comuniste di Mao. Sua Santità il Dalai Lama ha ribadito in ogni occasione di essere contrario all’indipendenza nazionale e quindi alla secessione del Tibet dalla Cina, e invece di essere a favore di una soluzione politica che garantisca un’autentica autonomia culturale, politica e religiosa ai cittadini tibetani, e che ciò debba valere per tutti i cittadini cinesi.
Oggi è il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet. Dallo scorso marzo si sono diffuse pacifiche proteste in tutto il Tibet. La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto né visto un Tibet libero. Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili Read more »

08.08.08 – Da tutto il mondo, un messaggio di pace e di non violenza per il Tibet e i diritti umani in Cina


SJSU (San Jose State University) Department of Kinesiology
One Washington Square
San Jose, CA 95192-0054
Dopo 40 anni ci risiamo: Estate 1968, finale dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico. Primo Tommie Smith, terzo John Carlos. Sul podio i due americani, ma in realtà entrambi afro-americani, fieri di appartenere a quella parte d’America che proviene dal continente africano, entrambi salutano alzando il pugno guantato di nero secondo il codice rivoluzione dei Black Power, il movimento politico che si batte per riaffermare i diritti della gente di colore.
L’America s’indigna o almeno così dichiarano i dirigenti federali americani che chiedono al CIO di rispedire a casa i due ingombranti e politicizzati atleti. Ma il risultato che si ottiene non è ovviamente quello di cancellare il gesto, bensì quello di amplificarne il ruolo, che a 40 anni di distanza continua a essere ricordato. Read more »

Censura Uefa sulle immagini di Euro 2008

L’UEFA censura le immagini? Secondo il direttore generale della Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR idée suisse) Armin Walpen, l’organizzazione con sede a Nyon “ripulisce” i filmati, nell’intento di mostrare un quadro “roseo” della manifestazione. Insomma, balli, canti e ola sì. Immagini meno consone con “la grande festa del calcio” no!
Jimmy Jump, un dimostrante pro-Tibet, entra in campo e viene placcato sul terreno di gioco dalla security nella semifinale di euro 2008 tra Germania e Turchia. Queste immagini, a causa della censura dell’ UEFA, non sono state mandate in onda sul circuito internazionale e, quindi,i telespettatori non hanno visto nulla.
Euro 2008 – Jimmy Jump in Germania vs Turchia

Non è il primo caso del torneo Euro 2008, quante altre sequenze delle partite dell’Euro 2008 trasmesse alla televisione sono state censurate?
Guarda il video dell’irruzione censurato dall’Uefa: clicca qui 26062008.mp4

Una bandiera del Tibet alla finestra

Cliccate quì e aspettate con calma che appaiano le immagini del Tibet
Caro Direttore, (da QN on line del 18 aprile 2008)
le scriviamo consapevoli di trovare in Lei un sincero sostenitore della causa tibetana; lo
testimoniano i suoi numerosi interventi, il banner “Free Tibet” presente nell’home page del suo giornale, il fatto di aver pubblicato, dandole la dovuta evidenza, la foto che forse testimonia meglio di cento discorsi lo stato delle cose: quella del drappello di militari cinesi con in dotazione, sottobraccio, un singolare travestimento, le tuniche arancioni dei monaci buddisti.
tibet-interna.jpg
Converrà con noi che l’imperativo di questi quattro mesi che ci separano dalle Olimpiadi di Pechino sia quello di utilizzare il palcoscenico mondiale rappresentato da quell’evento per illuminare l’altra faccia della luna. Di illuminare, quindi, un Tibet dove oggi, i tibetani Read more »

Pagina successiva »