Strategia millenaria per vincere a Backgammon

Giochi “intelligenti” per adulti. Noi Italiani siamo troppo seri: giochiamo poco. Il gioco è, invece, un momento importante per ogni persona, giocavamo da piccoli per divertirci e sviluppare più velocemente le nostre capacità, giochiamo da grandi per rilassarci e liberare la mente.


Il Backgammon è un gioco di origine fenicia e ampiamente diffuso tra i Romani per due persone.
Si utilizza una tavola su cui sono disegnati ventiquattro triangoli, chiamate punte. I triangoli, a colori alterni, sono raggruppati in quattro quadranti, composti da sei punte ognuno. I quadranti sono chiamati “tavola interna” o “casa” e “tavola esterna” del giocatore e del suo avversario. Le tavole interne e quelle esterne sono separate, al centro della tavola, da una striscia chiamata “bar”.
Le punte sono numerate per ogni giocatore partendo dalla propria tavola interna. Il punto più lontano è quindi il ventiquattro, che equivale alla punta uno dell’avversario. Ogni giocatore possiede quindici pedine dello stesso colore (diverso per i due giocatori).

Il posizionamento iniziale delle pedine è: 2 su ogni punto ventiquattro, 5 su ogni punto tredici, 3 su ogni punto otto e 5 su ogni punto sei. Lo scopo di ogni giocatore è quello di collocare tutte le sue pedine nella propria tavola interna, detta anche casa, e successivamente di portarle fuori. Il primo giocatore che le sposta tutte fuori vince la partita.
Il giocatore Bianco muove le proprie pedine in senso antiorario sul tavoliere, muovendole man mano nello proprio settore interno. Il giocatore Rosso fa lo stesso, ma nella direzione opposta.
L’origine del backgammon viene comunemente fatta risalire a circa 5.000 anni fa per la scoperta di un suo lontano prototipo nella tomba di un re sumero durante gli scavi nell’antica città mesopotamica di Ur, nell’attuale Iraq.
Diffuso sia in Oriente che Occidente con numerose varianti, era molto popolare tra tutte le classi sociali nella Grecia di Platone ed anche tra gli antichi Romani. Gli storici hanno spiegato come, nel backgammon, sia stato rappresentato il ciclo annuale e giornaliero della vita umana: i 24 punti rappresentano le 12 ore del giorno e le 12 della notte ma anche i 12 mesi dell’anno, le 30 pedine i giorni del mese. Anche i due dadi possono rappresentare il giorno e la notte e la somma dei punti ai lati opposti di un dado può far riferimento ai giorni della settimana ma probabilmente anche ai pianeti allora conosciuti. La compresenza di elementi cromatici discordanti (le punte della tavola, le pedine) sembra rappresentare la visione dualistica del mondo nella antica cultura indoeuropea caratterizzabile dal conflitto tra il bene e il male, la vita e la morte.

LOST – Locke e Walt: lezioni di backgammon

E’ un gioco di strategia ed abilità nel quale l’incontro con l’avversario ha il sapore di una sfida antica. Nella capacità di miscelare componenti di abilità e fortuna (nel lancio dei dadi), simboleggia perciò una certa visione dell’esistenza umana. L’esito di una partita non può essere pianificato a priori così come il successo nella vita: la sorte è importante quanto l’ingegno (in realtà molti giocatori esperti non concordano con l’idea che il backgammon sia un gioco in cui la fortuna occupi un ruolo determinante; molti di essi infatti sostengono che un giocatore bravo vince più spesso perché sa ottimizzare i lanci più fortunati, minimizzando al contempo i danni di quelli meno favorevoli).

Il movimento delle pedine
Per iniziare la partita, ogni giocatore lancia un singolo dado. Chi ha ottenuto il numero più alto, parte per primo ed i numeri da utilizzare per la prima mossa sono proprio quelli che si sono ottenuti con i due dadi appena lanciati. Se entrambi i giocatori hanno ottenuto lo stesso numero, allora i dadi devono essere tirati nuovamente fino a quando i numeri ottenuti saranno diversi. Dopo questo lancio di partenza, i giocatori tireranno la propria coppia di dadi a turni alterni. Per evitare contestazioni, un lancio è considerato valido solo se entrambi i dadi si fermano in piano sulla tavola interna.
I numeri ottenuti con i dadi indicano di quanti punti, il giocatore deve muovere le proprie pedine. Le pedine devono sempre essere mosse in avanti, verso le punte corrispondenti a numeri più bassi. Le regole per il movimento delle pedine sono le seguenti:
Una pedina può essere mossa solo su una punta aperta, ovvero una punta che non sia occupata da due o più pedine avversarie (che è detta anche “casa”).

I numeri sui due dadi costituiscono due mosse separate. Per esempio, se un giocatore ha ottenuto 5 e 3, può decidere se muovere una pedina di cinque spazi su una punta aperta ed un’altra pedina di tre spazi sempre su una punta aperta, oppure se muovere un’unica pedina di otto spazi su una punta aperta, ma solo se almeno uno dei punti intermedi (a distanza tre o cinque dal punto di partenza) è aperto.

Un giocatore che ottiene due numeri uguali, muove il doppio delle mosse. Ad esempio, un lancio di 3 e 3 significa che si possono muovere 4 pedine avanti di 3 posti, o 2 pedine avanti di 6 ecc, sempre ammesso che tutte le mosse intermedie siano possibili. Un giocatore che ottiene 6 e 6, ha quattro mosse da sei spazi a disposizione, che può completare con la combinazione di pedine che lui ritiene più appropriata.
Un giocatore deve utilizzare entrambi i numeri che ottiene (o quattro se ha ottenuto un doppio), ammesso che questo sia possibile. Quando può essere giocato solo un numero, tale numero deve essere giocato. Se entrambi i numeri sono possibili, ma l’utilizzazione di uno di essi non rende più possibile l’utilizzazione del secondo, allora il giocatore deve muovere il numero più grande. Se nessun numero può essere utilizzato, il giocatore perde il proprio turno. Nel caso di numeri doppi, quando non è possibile usarli tutti e quattro, devono essere giocati più numeri possibili.
Mangiare e Rientrare
Una singola pedina, qualsiasi sia il colore, che occupi da sola un punto è detta “scoperta”. Se una pedina finisce su una pedina scoperta dell’avversario, quest’ultimo viene mangiato o colpito e posto sul bar.
Ogni volta che un giocatore ha una o più pedine sul bar, è obbligato, come prima mossa, a far rientrare tutte le proprie pedine nella tavola interna dell’avversario. Ciò consiste nel prelevarla dal bar e porla su una punta aperta, il cui numero corrisponde ad uno dei due dadi lanciati.
Ad esempio, se un giocatore ottiene 4 e 6, può far rientrare una pedina sul punto 4 o sul 6 dell’avversario, a meno che uno o entrambi i punti siano già occupati da due o più pedine avversarie.
Se nessun punto è aperto, il giocatore perde il suo turno. Se un giocatore può sfruttare solo parzialmente i numeri che ha ottenuto per il rientro, è obbligato a far rientrare più pedine possibili e deve rinunciare alle mosse rimanenti.
Dopo che l’ultima pedina è rientrata dal bar, il giocatore deve usare gli eventuali numeri non utilizzati dei dadi muovendo quella stessa pedina oppure una qualsiasi altra.
Portare fuori le pedine
Una volta che un giocatore ha portato tutte le sue 15 pedine sulla propria casa, può iniziare a portarle fuori dalla tavola. Un giocatore porta fuori una pedina tirando un numero corrispondente al punto in cui si trova la pedina e rimuovendo tale pedina dalla tavola. Quindi, tirando un 6, il giocatore può portare fuori una pedina che si trova sulla punta sei.
Se non ci sono pedine su uno dei punti indicati dai dadi, il giocatore deve muovere in maniera legale una pedina che si trova su un punto corrispondente ad un numero più alto. Se non ci sono pedine neppure su un punto più alto, allora il giocatore deve rimuovere una pedina dal punto più alto che è ancora occupato da una qualche sua rimanente pedina. Il giocatore non è però obbligato a portare fuori una pedina nel caso ci siano altre mosse consentite.
Per far uscire una qualsiasi pedina, un giocatore deve avere tutte le sue pedine ancora in gioco sulla sua tavola interna. Se una pedina viene mangiata mentre è in corso il processo per portarle fuori, prima di riprendere tale processo, la pedina mangiata deve essere riportata sulla propria tavola interna. Il primo giocatore che porta fuori tutte e 15 le pedine ha vinto la partita.
Il raddoppio
Il backgammon può essere giocato concordando una certa posta per ogni punto partita; si comincia con il punto partita pari ad 1. Durante il corso della partita, un giocatore che crede di avere un sufficiente vantaggio, può proporre il raddoppio di questa posta. Può fare questa operazione solo all’inizio del suo turno e prima di tirare i dadi.
Un giocatore a cui è stato offerto un raddoppio può rifiutare, nel qual caso concede la partita all’avversario e perde quindi un punto. Altrimenti deve accettare il raddoppio e giocare per la posta in palio raddoppiata. Un giocatore che accetta il raddoppio diventa proprietario del cubo e solo lui potrà eventualmente proporre un ulteriore raddoppio.
Così se un giocatore rifiuta un nuovo raddoppio, egli concede all’avversario i punti che erano in palio prima del raddoppio. Se invece accetta, diventa il nuovo proprietario del cubo e la partita continua con una posta raddoppiata rispetto a quella precedente. Non esiste un limite per il numero di raddoppi in una partita (ma di solito, nelle sfide tra professionisti, non si supera il valore di 8, cioè quattro raddoppi nella stessa partita).
Gammon e Backgammon
Se alla fine della partita il giocatore sconfitto ha portato fuori almeno una pedina, allora egli perde soltanto il valore indicato dal cubo (un punto nel caso non ci siano stati raddoppi); questa è la vittoria semplice. Se invece lo sconfitto non ha portato alcuna pedina, allora ha subito un gammon e perde quindi il doppio del valore indicato dal cubo. Se, nel caso peggiore, lo sconfitto non ha portato fuori alcuna pedina ed ha ancora una o più pedine sul bar o sulla tavola interna del vincitore, allora ha subito backgammon e perde perciò il triplo del valore indicato dal cubo.
Suggerimenti
Anche se ad un primo approccio può apparire semplice, devi sempre fare i conti con chi hai di fronte! Devi essere un bravo stratega e saper prevedere le trappole del tuo avversario.
Attento! Il tuo avversario può mangiare le tue pedine portandole sul “bar” ed in questo caso devi “tirarle fuori” rimettendole in gioco, oppure ti può chiudere con un blocco di due-tre pedine su sei punti/triangoli, senza possibilità di uscita per le tue pedine. Non restare bloccato!
Ricorda non c’è un numero limite alle pedine che possono stare su un punto e nemmeno delle pedine che possono essere mangiate, ma puoi muovere le pedine solo sulle “punte” aperte, ovvero non occupate da due o più pedine avversarie.
I punteggi sui due dadi possono essere considerati per un’unica mossa o per due mosse separate e quando dal lancio dei dati si ottengono due numeri uguali si muove due volte.
Per ogni partita hai un punteggio in palio, ma la sfida vera consiste nel fare “Gammon” se chi perde non ha portato fuori nessuna pedina, oppure “Backgammon” se chi ha perso non ha portato fuori nessuna pedina ed ha anche almeno una pedina sul bar o nella tavola interna dell’avversario.

Trucchi per backgammon

Portali dedicati al backgammon
– (IT) Backgammon cliccare qui
– Backgammon Online: Strategie e Consigli cliccare qui

Nessun commento

Lascia un commento