Siamo di parola, torniamo all’isola di Gran Canaria, tra Maspalomas e Las Palmas

Las Palmas de Gran Canaria
Las Palmas de Gran Canaria, la capitale dell’isola, si trova nella parte Nord-orientale, immersa in un magnifico scenario formato da due baie e dalle loro spiagge meravigliose: Playa de las Canteras e Playa de las Alcaravaneras.

Fondata nel 1478, la città ha un importante patrimonio storico e culturale.

Il suo porto è uno dei più importanti d’Europa e le conferisce un’immagine cosmopolita.

Vegueta è il quartiere storico con cortili ricchi di spazi verdi, piazze pedonali e balconi in legno.

Las Palmas è una città cosmopolita costruita attorno a un istmo di terra.

La città è, nello stesso momento, un porto brulicante, un polo industriale ma anche un centro storico e culturale.

Oggi si presenta come una grande città un po’ confusa e un po’ disordinata, ma è anche in questo che risiede il suo ammaliante fascino.

Nonostante le dimensioni, il capoluogo si lascia scoprire comodamente a piedi, di viuzza in viuzza.

Perdersi tra le strade è il modo migliore per visitare la ciudad, il centro storico che sorge a sud della città.

Si può iniziare da Plaza Santa Ana, il cuore del quartiere Vegueta.

Qui affondano le radici di Las Palmas e qui si trovano alcuni degli edifici pubblici più importanti come l’ayuntamiento, lo splendido municipio in stile coloniale, e il palazzo episcopale del XV secolo.

Ma a dare il nome alla piazza è la Catedral de Santa Ana, una meravigliosa cattedrale con tre sontuose navate in stile gotico. Nel cuore del quartiere di Vegueta s’innalzano le due torri della Catedral de Santa Ana, la prima chiesa delle Canarie, che è stata costruita su ordine di Los Reyes Católicos, la regina Isabella I di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona, dopo che Gran Canaria fu conquistata nel 1478.

Un moderno ascensore situato nella torre sud porta i visitatori fino in cima, da dove si può godere una splendida vista sulla città e il porto. L’utilizzo dell’ ascensore costa €1,50.

Nei pressi della chiesa sorgono i principali musei della città come il Museo Diocesano de Arte Sacro, che espone opere di arte religiosa, la Casa de Colón, una residenza governativa dove soggiornò Colombo mentre veniva riparato il timone della Pinta, il Centro Atlantico de Arte Moderno, la Casa-Museo Pérez Galdós e il Museo Canario, che custodisce mummie, teschi, terraglie e gioielli.

Spostandosi verso il porto, sul lato orientale dell’istmo, ci si tuffa nella parte moderna della città. Qui troneggia il Castillo de La Luz, il grande bastione difensivo eretto tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per proteggere la città dai pirati.

Oggi è un monumento nazionale molto importante, memento della resistenza isolana. Dall’altra parte dell’istmo parte, invece, il lungomare, impreziosito da chilometri e chilometri di bellissime spiagge.

Mare, rovine storiche, cultura, arte e modernità. A Las Palmas non manca davvero nulla.

Anche Cristoforo Colombo passò da Las Palmas, trascorrendovi del tempo per riparare le sue caravelle prima del suo viaggio alla scoperta delle Americhe.

Si fermò di nuovo qui durante il suo viaggio di ritorno in Spagna e a lui è dedicata la Casa de Colòn, un museo che ospita la ricostruzione del suo viaggio.

El Confital
Immerso nella natura, questo luogo è stato particolarmente baciato dalla natura. Selvaggio con moderazione…raggiungibile con l’auto attraverso una strada non asfaltata, con diversi avvallamenti.


Questa spiaggia con sabbia alternata fine e lavica a “risone” bianco, stile caraibico, offre la possibilità di nuotare fra scogli, stile piccoli canyon, che degradano dentro il mare.

WC e bagnino, passerelle nuove in legno, cestini in legno, piattaforme in granito rosso e grigio sono la dotazione di questa meravigliosa spiaggia, frequentata molto dagli abitanti locali.

Una passerella di legno corre lungo tutta la lunghezza della spiaggia e si allarga in alcuni punti per fornire comode aree di sdraio.

Il sottosuolo è costituito in parte anche da superfici sabbiose, che tuttavia sono per lo più intervallate da ciottoli e pietre.

In altri luoghi ci sono formazioni rocciose e altipiani di pietra naturale vicino alla superficie dell’acqua, su cui i bagnanti possono sedersi o sdraiarsi e a volte scivolare facilmente in acqua.

In alcune delle piccole baie, difficili da vedere, si può anche godere di un po’ di privacy.

Playa del Cabrón
Una delle spiagge da vedere assolutamente è Playa del Cabrón, una caletta ancora vergine, se si esclude l’edificio scolastico che la sovrasta dall’alto.

Playa del Cabrón rappresenta per eccellenza la spiaggia dei canari, qui è abbastanza raro trovare stranieri, non aspettatevi sdraio e ombrelloni, tutto è lasciato alla libera iniziativa, qui potete incontrare il vero popolo canario, con i suoi ritmi, i suoi modi e i suoi accenti.

Nella parte superiore della spiaggia, quella che voi vedete in alto a destra nella foto, è la zona con gli scogli, di facile accesso e che sott’acqua riserva uno spettacolo mozzafiato: una miriade di pesci colorati; per vederlo non serve addentrarsi, come molti fanno con bombole e pinne, andando al largo, è sufficiente avere un paio di occhiali da piscina, potete rimanere vicini alla scogliera.

Attenzione che gli scogli sono bagnati e ricoperti di piccole alghe che rendono la superficie assai scivolosa.

La spiaggia di El Cabrón si trova nel comune di Agüimes. Nello specifico, a soli 5 minuti di macchina dal paese di Arinaga. Si distingue per essere una spiaggia non turistica o affollata, oltre alla trasparenza delle sue acque.

È fatta di sabbia bionda, sebbene abbia anche alcune formazioni rocciose vulcaniche. È lunga quasi 300 metri, il che la rende minuscola.

Faro di Arinaga
Il Faro di Punta de Arinaga è un faro situato sul promontorio roccioso chiamato Punta Arinaga, vicino alla città di Agüimes.

Situato sul lato sud-est dell’isola, il faro segna la costa tra il faro di Maspalomas a sud e il faro di Punta de Melenara vicino a Telde a nord.

Barranco de Guayadeque
Il barranco de Guayadeque si trova tra i comuni di Agüimes e Ingenio, nella parte orientale dell’isola di Gran Canaria.

Questa zona meravigliosa è caratterizzata da un impressionante valore ambientale e patrimoniale, infatti è stata dichiarata Monumento Naturale, secondo la legge degli Spazi Naturali delle Canarie e Bene d’Interesse Culturale, classificata come Zona Archeologica, secondo la legge del Patrimonio Storico delle Canarie.

È la zona con la maggiore densità di siti archeologici dell’isola di Gran Canaria, distribuiti su entrambi i lati del Barranco, tra i quali spiccano dei gruppi di abitazioni troglodite.

È considerato uno dei paesaggi culturali più belli di Gran Canaria.

Il Barranco è percorribile in auto, grazie ad una agevole strada asfaltata.

Dopo 4 km si incontrano le prime caverne tuttora abitate: hai letto bene! Alcuni canari hanno la fortuna di vivere in vere caverne.

Purtroppo non ho visto l’interno delle case! 🙁

Anche una cappella, un bar ed un paio di ristoranti sono costruiti all’interno di caverne.

Segnalato dalla guida Lonely Planet abbiamo pranzato presso il ristorante El Centro, un labirinto di sale da pranzo scavate nella roccia e provato il famoso carne de cerdo frita con alioli de la casa, ovvero il maiale fritto con maionese all’aglio fatta in casa.

Alioli è maionese all’aglio tipica della Gran Canaria e portata insieme al pane. È molto buona, ma il sapore dell’aglio difficilmente lo elimini.

Eccellenti gli antipasti tipici dell’isola, di grande qualità la carne alla griglia e la paella. Da provare il solomillo a la plancha, la salsa all’aglio, il gofio canario, i formaggi di capra e i peperoncini al sale. Ottimi i dolci tutti fatti in casa. Un tuffo nel passato per sentirsi Fred Flinstone.

Calderade Los Marteles
Questa antica caldera del vulcano è visibile sulla strada che porta ai più famosi luoghi dei monti di Gran Canaria.

Molto bella e ben distinguibile c’è anche un cartello che spiega la sua formazione. Dal lato opposto della strada c’è un mirador da dove si possono fare belle foto alla vallata sottostante.


La Caldera de los Marteles è una caldera vulcanica a Gran Canaria .

Si trova nella parte orientale della sommità dell’isola, delimitata dai comuni di Valsequillo, San Bartolomé de Tirajana, Santa Lucía de Tirajana, Ingenio, Agüimes e Telde, e copre una superficie di 3.568,7 ha.

Ad ovest confina con il paesaggio protetto di Cumbres e il parco rurale di Nublo, mentre ad est confina con il paesaggio protetto di Lomo Magullo e il monumento naturale di Barranco de Guayadeque. Questo spazio è stato dichiarato riserva naturale speciale il 16 novembre 1994.

Fataga
Fataga è un villaggio che si trova nel comune di San Bartolomé de Tirajana, all’interno dell’isola di Gran Canaria, le cui origini risalgono a circa 2000 anni fa, quando l’area dove sorge l’attuale villaggio era abitata dai Guanci.


Il visitatore che arriva fin qua sarà folgorato dal verde della Valle di Fataga, autentico giardino di palme, in gran contrasto con il paese tranquillo e delizioso, caratterizzato da casette bianche ben conservate. Le case sono disposte lungo strade strette che si incrociano, nelle quali abbondano i fiori.


Fataga è un villaggio di case con pareti luminose, tetti gradevoli, strade acciottolate, piccoli orti familiari, fiori alle finestre, sui marciapiedi e sui muri. Un angolo ideale per passare il tempo passeggiando tra i piccoli canali d’irrigazione dove scorre l’acqua, mentre si sente il suono delle campane.

A soli 15 chilometri dai grandi centri turistici del sud di Gran Canaria, ma comunque al riparo dalla confusione, questo paesino ha conservato l’architettura rurale di Gran Canaria, mantenendo con cura la tradizione e l’identità locale. Il bianco delle sue case risplende nei giorni di sole.

Insomma alle Canarie non manca proprio nulla per soddisfare “l’appetito” turistico di tutti, e noi che ancora non siamo “sazi” torneremo sicuramente.

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