Venerdì 29 novembre alla mostra del “IL Male”, grande giornale di satira


La mostra dal titolo “Gli anni del Male – 1978/1982. Quando la satira è diventata realtà” (curata da Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini, in collaborazione con Vincino Gallo, Rai Teche, Istituto Luce Cinecittà e Radio Radicale) viene ospitata a Roma da WeGil dal 25 ottobre 2019 al 7 gennaio 2020.

Sono passati poco più di quarant’anni da quando un piccolo gruppo di autori ha dato vita, in un febbrile ed entusiasmante periodo di lavoro creativo, a quello che è stato il più famoso settimanale satirico italiano del Dopoguerra, Il Male.

Il Male ha avuto una breve durata, dal 1978 alla metà del 1982, ma la sua influenza è stata enorme e a lungo termine, non solo sulla satira che ne è seguita, ma anche sul linguaggio giornalistico, pubblicitario e televisivo.

In occasione di questo anniversario, una Mostra è la dimensione giusta per raccontare quell’esperienza e far rivivere al pubblico gli aspetti più paradossali, trasgressivi e spettacolari di quella sorta di “mondo parallelo” che ogni settimana nasceva sulle pagine del Male.

Il Male è stato la quintessenza del giornale cartaceo: coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai (il più famoso era la metamorfosi in un altro giornale di cui veniva falsificata la testata).

Un giornale da esposizione, che i giornalai appendevano nelle edicole, e che i lettori mettevano in mostra, anche per far cadere gli amici nella trappola dell’evento falso architettato dalla redazione.

Quando le news non viaggiavano su smartphone e le edicole rappresentavano ancora il presidio fondamentale di un’informazione pluralista, i titoloni a tutta pagina erano la regola: con quel loro contrasto bianco e nero magnetico (per lettori e passanti) che raccontava il mondo.

Un giornale da collezione, che si conservava gelosamente, e che molti giovani delle generazioni successive hanno imparato a conoscere dai genitori o dai fratelli maggiori.

È stato lo specchio di un’epoca straordinaria per l’Italia, un’epoca di grande creatività e di eventi terribili che hanno segnato il lavoro satirico del giornale: “gli anni di piombo” tra le BR e l’omicidio Moro, il terrorismo nero, gli attentati, gli omicidi di stato, il delitto Pecorelli, la mafia, Andreotti, Sindona, Ambrosoli e la P2.

Un’epoca di cambiamento epocale, la cui ricchezza multiforme è stata nei decenni successivi semplificata e svilita in una narrazione parziale.

Il Male è rimasto famoso soprattutto per i suoi falsi dissacranti, assieme a disegni per l’epoca altrettanto scandalosi, per quegli scenari plausibili e allo stesso tempo inverosimili, che hanno divertito e acceso l’immaginazione di centinaia di migliaia di lettori (la tiratura media del giornale all’epoca era superiore alle 100.000 copie).

Riproducendo fedelmente la grafica dei più noti quotidiani dell’epoca, gli autori del MALE intervenivano sull’attualità politica e sociale, in un vertiginoso rovesciamento della realtà, con titoli altisonanti e testi provocatori.

Con la copertina del 27 settembre 1978, IL Male si poneva una domanda che ancora oggi non ha trovato risposta.

Clamorosi falsi: edizioni contraffatte delle testate più autorevoli e popolari – dal Corriere della Sera al Corriere dei Piccoli – che diffondevano notizie completamente inventate (ma terribilmente plausibili) ironizzando senza remore su qualsiasi argomento: attualità, politica, religione, fino agli equilibri internazionali.

Ricordando l’arresto di Ugo Tognazzi – “Anche Vianello nella direzione strategica. Ampia retata negli ambienti dei comici. Le congratulazioni di Pertini Presidente”

La mostra si apre proprio con le gigantografie dei “falsi”. Si cammina accanto alla prima pagina di Paese Sera con il titolo dell’arresto di “Tognazzi capo delle BR”. Lui si prestò allo scherzo e accettò di farsi fotografare in manette.

Fu la risposta dissacrante alla ricerca del presunto “Grande vecchio” che, secondo gli investigatori, guidava il terrorismo italiano e appassionava la stampa e l’opinione pubblica e portò all’arresto sconsiderato di alcuni intellettuali, prosciolti e scarcerati solo dopo alcuni anni.

Poi quella del Corriere della Sera che annunciava la calata degli alieni. Ma la firma di Umberto Eco sull’articolo “Il marziano assente” non è un falso, lo scrisse proprio lui, cogliendo l’occasione per porre domande reali sulle carenze culturali dei terrestri.

Edizione straordinaria “La Repubblica” mercoledì 30 maggio 1978. Dopo oltre cento anni si è avverata la cupa previsione di Carlo Marx. Lo Stato si è estinto: il Presidente Leone lascia precipitosamente il Quirinale; chiuse Camera e Senato; oltre duecentocinquantamila agenti dell’ordine disoccupati; la magistratura, l’esercito non esistono più; scuole chiuse a tempo indeterminato; è la fine di un mondo.

È il fondo di Eugenio Scalfari; la notizia che diamo oggi non è di quelle che si commentano facilmente, è un fatto eccezionale, inaspettato e improvviso che ci colpisce e che ci muta.

Ancora ieri avevamo fiducia, nutrivamo speranze, pensavamo che tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone ora è troppo tardi, questa è l’ultima volta che mi leggete e leggete questo giornale la Repubblica.

Ormai la Repubblica non ha più ragione di essere si scioglie, cessa la pubblicazione e se preferite adeguare il vostro linguaggio al barbaro linguaggio di moda, si estingue, in questa ora di addio tutti scendiamo e sentiamo che così con lo Stato se ne va un pezzettino di noi.

Ci sono anche strisce e vignette di Jiga Melik, Andrea Pazienza, Jacopo Fo, Carlo Cagni e il fondatore Pino Zac.

Quarant’anni dopo, il meccanismo della guerriglia distopica e disinformativa delle attuali “fake news” si rivela uno dei mezzi più efficaci per la manipolazione dell’opinione pubblica: è solo un esempio di come Il Male offra la possibilità di riflettere in modo molto attuale, oltreché sui linguaggi satirici, anche sul potere vertiginoso della comunicazione.


La redazione de Il Male era composta da un gruppo straordinario di disegnatori, scrittori e grafici.

I disegnatori: Vincino Gallo (direttore del giornale), Sergio Angese, Alain Denis, Jacopo Fo, Cinzia Leone, Roberto Perini, Giuliano Rossetti, Enzo Sferra, Carlo Zaccagnini (Carlo Cagni).

Gli scrittori: Mario Canale, Piero Lo Sardo, Angelo Pasquini, Sergio Saviane, Alessandro Schwed (Jiga Melik), Vincenzo Sparagna. I disegnatori di Cannibale, poi diventati collaboratori organici del Male: Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini.

I grafici: Marcello Borsetti, Giovanna Caronia, Francesca Costantini, Cinzia Leone, Francoise Perrot. Lo specialista dei collage fotografici, Francesco Cascioli.

I fotografi: Sandro Giustibelli, Gianni Morbioli, Sandro Palombi.

Collaboratori saltuari sono stati sorprendentemente alcuni grandi scrittori che amavano il nostro giornale (Umberto Eco, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Stefano Benni), che hanno scritto e firmato testi con il loro nome, che tutti o quasi hanno creduto falsi, perché quello era il gioco che conducevamo sulle colonne del settimanale.


C’è una ricca documentazione, fotografica e talvolta filmata, di happening talvolta clamorosi come: l’elezione di un Antipapa in contemporanea con l’elezione di Papa Giovanni Paolo II (1978);

l’arresto di Ugo Tognazzi come capo delle Brigate Rosse; la collocazione al Pincio di un busto di marmo con l’effigie di Giulio Andreotti interrotta dall’intervento della polizia, con la partecipazione di Roberto Benigni (1979);

la Mostra dell’Immobilismo molisano al teatro Beat 72 (1979); l’intervento al Festival di poesia di Castel Porziano, con il lancio da un aereo da turismo di poesie dadaiste sul pubblico (1980); il festival di “Miseria 81”, in contrapposizione al nascente “Edonismo Reaganiano”.

Iniziative che in alcuni casi hanno causato denunce e processi a carico dei redattori: Il Male è stato forse il settimanale più denunciato e sequestrato della seconda metà del Novecento.

Il busto di marmo di Andreotti, una volta finita la mostra tornerà presso la casa di Vincino, in giardino.

C’è moltissimo materiale d’archivio, spesso anche inedito, composto di disegni originali, manoscritti, fotomontaggi, manifesti e gadget; una ricostruzione della redazione – con mozziconi di sigarette, pennarelli e macchine da scrivere – fa rivivere l’atmosfera viva del giornale, come se un’animata riunione fosse da poco terminata, tra macchine da scrivere, fogli accartocciati, pennarelli, portacenere colmi e pezzi di pizza, e l’ultimo ad uscire avesse appena spento la luce.

Lì si ribaltava la realtà immaginando un mondo autoironico ai limiti della realtà.


Regnava un sano caos e, soprattutto, si esercitava con rigorosa incoerenza l’arte del dubbio, la capacità di creare disordine, far crollare certezze, svelare la sostanza spesso grottesca e ipocrita che c’è dietro la facciata più presentabile della realtà, specie dalle parti della politica e del potere.

Fare satira è un esercizio complicato, che presuppone fantasia, vista acuta e menti libere.


Andrea Pazienza LA REDAZIONE

Il Male 1978-1982: filmato che ripercorre i 5 anni della rivista satirica italiana

 

 


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